Scrittrici da prima prova

Maturità 2016: tra le tracce del tema di italiano, quella storica affronta i 70 anni del voto alle donne in Italia. Partendo dalle testimonianze di Anna Banti e Alba De Cespedes. Chi erano?

È scoccata l’ora della maturità. Sono poco più di 500 mila i maturandi che il 22 giugno 2016 affrontano la prima prova: il temuto tema d’italiano. Tante le tracce: da Umberto Eco all’esplorazione spaziale, passando per il concetto di confine e il rapporto padre-figlio. A spiccare per attualità, però, è la traccia storica, che affronta il tema del suffragio universale. E, in particolare, i 70 anni trascorsi dal primo voto femminile in Italia. Un evento di immensa portata civile, che portò 21 donne nell’Assemblea Costituente. La traccia propone come spunti di analisi le testimonianze di due scrittrici, Anna Banti e Alba De Céspedes, che raccontano «la coscienza e l’emozione per il progetto di società democratica e partecipativa che si stava delineando, in cui le donne avrebbero continuato a lottare per affermare la parità dei loro diritti in ogni campo della vita privata e pubblica, dall’economia alla politica e alla cultura». Ma chi erano Anna Banti e Alba De Céspedes?

anna banti maturita 2016ANNA BANTI
Il suo vero nome era Lucia Lopresti. Era nata a Firenze nel 1895 e morì nel 1985 a Ronchi di Massa. Novant’anni durante i quali si rivelò un’intellettuale a tutto tondo: scrittrice, traduttrice, critica, esperta d’arte. E anche se oggi è poco nota al grande pubblico, nel corso del ’900 seppe ritagliarsi una posizione importante nel panorama editoriale italiano. Adottò lo pseudonimo di Anna Banti nel 1937, e da allora non lo abbandonò mai. Nè per i suoi romanzi e racconti, né per le traduzioni dei tanti capolavori in lingua inglese in cui si cimentò, da Virginia Woolf a William Thackeray. Il suo libro più famoso, invece, è Artemisia, racconto romanzato della pittrice secentesca Artemisia Gentileschi (diventata con gli anni una gigantesca icona del femminismo: venne stuprata, e portò a processo il suo stupratore. Clamoroso, se si pensa all’epoca in cui viveva).

alba de cespedesALBA DE CÉSPEDES
Come Anna Banti, anche questa scrittrice italiana di origini cubane è rimasta ai margini della storia letteraria italiana, vittima di una semplificazione che l’ha spesso dipinta come frivola scrittrice ‘rosa’. E come Anna Banti, anche lei ha adottato un soprannome, anche se per breve tempo e in circostanze radicalmente differenti: De Céspedes, infatti, fu una partigiana. Il suo nome di battaglia? Clorinda (come la donna guerriera della Gerusalemme liberata di Tasso). In fondo, già nel 1935 il suo romanzo Nessuno torna indietro era finito nel mirino della censura fascista, che non poteva accettare un personaggio femminile così indipendente. Finita la guerra, continuò la sua attività di romanziera: nelle sue opere è costante l’attenzione alle figure femminili, spesso rilegate alle mura domestiche e per questo sofferenti, ma anche ribelli e stanche di dover sottostare ai parametri maschilisti della società.

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Publicato in: Scuola Argomenti: , , , , Data: 22-06-2016 11:14 AM


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