«Con il tato i bambini crescono meglio»

di Matteo Mazzuca
Alena Seredova affida i propri figli a un babysitter maschio. Tendenza in crescita, e positiva secondo la professoressa Parsi: «L'educazione viene delegata troppo spesso a figure femminili. Così invece c'è più equilibrio».

tato seredovaSe il ministro donna diventa «ministra», l’ingegnere «ingegnera», e via dicendo, non si capisce perché la tata non possa diventare «tato». Con la o, al maschile. Nel terzo millennio i mestieri diventano fluidi, svincolati dagli steccati di genere. E accudire bambini non è più mestiere per (sole) donne. Chiedete ad Alena Seredova, che per farsi aiutare nella sua quotidianità di madre impegnata ha deciso di ricorrere, per gestire i pargoli nati dal matrimonio con Gigi Buffon, ai servigi di Adrian: cuoco all’occorrenza, compagno di giochi quando serve, ma soprattutto educatore.

CONVEGNO IL SILENZIO E LE PAROLE
EQUILIBRIO E FORMAZIONE
«La nostra epoca è contrassegnata dalla carenza di figure maschili. La presenza di un tato può restituire un equilibrio formativo fondamentale per i primi anni di vita del bambino. Uomo e donna, nell’educazione, non sono uguali», ha commentato la professoressa Maria Rita Parsi, che abbiamo raggiunto telefonicamente per un commento su questa nuova tendenza. «Nella nostra società l’educazione viene delegata quasi esclusivamente a figure femminili, dalla mamma alle maestre, passando appunto per tate e baby sitter». Ben venga il tato, dunque, ma a una condizione ben precisa, che vale per gli uomini quanto per le donne: «Questi ragazzi devono essere avere una preparazione seria, soprattutto quando parliamo di un ruolo che va ben oltre l’attività di babysitting di una singola sera». La formazione come parola d’ordine, dunque. «Bisognerebbe seguire dei corsi universitari specifici, con tanto di prove e stage che verifichino l’idoneità di chi vuole intraprendere questo percorso professionale».

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , , Data: 08-06-2016 05:44 PM


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