Con l'ipnosi il parto è dolce

di Caterina Belloni
Cecilia Antolini, italiana trapiantata in Inghilterra, ci spiega come funziona l'hypnobirthing, una tecnica che consente di alleviare i dolori e predisporre il corpo al travaglio in maniera naturale.

ThinkstockPhotos-151907739Partorire è una cosa naturale. Parola di Cecilia Antolini, che da anni insegna alle donne britanniche come ridurre il dolore e la tensione attraverso la tecnica dell’Hypnobirthing: termine che potremmo tradurre come ‘ipnoterapia per il parto’. Originaria di Como, Cecilia Antolini è approdata a Londra sette anni fa con una bimba di due mesi al seguito, un marito ben radicato nella capitale del Regno Unito e una carriera da curatrice di mostre ed eventi culturali che sarebbe dovuta continuare in Inghilterra. Il proseguimento ideale per mettere a frutto la laurea e il dottorato in estetica conseguiti tra Milano e Palermo. Ma poi le cose sono cambiate. A 33 anni Cecilia è rimasta incinta del suo secondogenito, ritrovandosi a farlo nascere in un paese straniero.

image1PARTO D’ISTINTO
«All’inizio ero preoccupata», racconta. «Sognavo un parto naturale, ma avevo in mente anche tutti i protocolli di visite, controlli, ecografie e prescrizioni che avevo seguito in Italia con la prima figlia. In Inghilterra c’erano procedure diverse. Non sapevo se fidarmi. Poi la mia ginecologa mi ha detto che la Gran Bretagna sotto il profilo sanitario è il punto di riferimento e mi sono buttata». Mentre si preparava a far nascere Tommaso si è imbattuta nell’idea dell’Hypnobirthing, che l’ha letteralmente stregata. «Si tratta di un percorso di preparazione al parto che aiuta a recuperare la naturalità di questo evento. In sostanza la donna deve affrontare il parto usando solo la parte hypno del suo cervello, quella che non fa troppi ragionamenti e rimanda alla natura e alla naturalezza». Insomma, agire istintivamente. Un po’ come quando si segue un percorso abituale in macchina e si arriva a destinazione senza pensarci e senza faticare.

image3YOGA SÌ, HIPPY NO
«In fondo i miei corsi preparto hanno l’obiettivo di allontanare quelle paure e preoccupazioni dettate dai tanti aspetti che non hanno nulla a che vedere con il parto e la sua fisicità». Una filosofia che rimanda al nostro essere animali, rubando trucchi e strumenti allo yoga. «Ma non parlatemi di atteggiamenti da hippy», incalza Cecilia, che a dispetto della sua passione per l’arte e per la filosofia dimostra un atteggiamento pratico molto spiccato. «Spesso, a causa della cultura, delle cose che si sentono e della medicalizzazione, la donna arriva al parto contratta e impaurita, così tesa da non riuscire a viverlo serenamente».

image2L’ABC DEL PARTO
I corsi preparto che Cecilia Antolini tiene regolarmente a Londra, ma, su richiesta, anche in Italia, sono strutturati in tre fasi principali: la spiegazione della fisiologia del parto, di cosa lo rende doloroso e di come collegando di più il cervello e l’utero si riescano ad evitare i problemi. Poi vengono le informazioni su protocolli e sui metodi che le donne devono apprendere e adattare a propria misura. Quindi si apprendono i metodi di respirazione, visualizzazione e rilassamento che rendono il parto una cosa davvero naturale e istintiva, che avviene spontaneamente e in cui bisogna farsi guidare solo dal corpo e dalle sue regole antiche.

PARTIRE COL PIEDE GIUSTO
«La soddisfazione maggiore è quando i mariti si convincono di questa cosa e me lo dicono», racconta divertita Cecilia Antolini. «Di solito vengono agli incontri perché costretti, solo per mantenere la pace in famiglia. Poi capiscono che stanno imparando qualcosa, al momento del parto notano la differenza e me lo raccontano. Quando accade, e non è raro, mi sento felice». Un entusiasmo simile a quello che ha provato di recente, quando via Skype ha teleguidato una donna fino al parto a duemila chilometri di distanza. «Abbiamo parlato a lungo via Internet e messo a fuoco tutti gli aspetti», spiega, «e alla fine lei ha dato alla luce suo figlio senza paure né dolori eccessivi». La Antolini, che gestisce il sito Il parto positivo e sta seguendo un master sullo sviluppo del bambino nella vita intrauterina, è convinta che il modo in cui i piccoli nascono segna molte delle fasi della loro vita. Si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera.

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