Depressione post-partum? Colpa del dna

di Matteo Mazzuca
Stress, irritabilità, sensi di colpa e disconnessione con il proprio figlio. Non è irresponsabilità, ma l'effetto combinato di fattori genetici e bassi livelli di ossitocina.

ThinkstockPhotos-466386327Non c’è gioia più grande di un figlio. Lo si ripete in continuazione, ma la verità è che il parto è un evento traumatico, e a volte gli strascichi possono essere negativi. Lo conferma una ricerca condotta dalla University of Virginia, condotta su oltre 14mila gravidanze verificatesi tra il 1991 e il 1992. Secondo questo studio la depressione post-partum colpisce una mamma su cinque. Una condizione che può mettere a rischio il pieno sviluppo psicologico e sociale del bambino, ma che non deve far gridare a ‘madri degeneri’ o irresponsabili. La predisposizione a questo disturbo, infatti, è scritta nel dna.

ThinkstockPhotos-521112693TUTTA COLPA DELLA OSSITOCINA
I ricercatori hanno prelevato numerosi campioni di sangue durante la settima e la 41esima settimana di gravidanza. Una volta analizzati i campioni, è emerso che bassi di livelli di ossitocina sono maggiormente legati alla possibilità di sviluppare la depressione post-partum. Una condizione che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non sembra correlata ad altri tipi di depressione. Non averne sofferto prima del parto, in altre parole, non è una garanzia. Non bisogna però confondere la depressione post-partum con la sindrome del terzo giorno, nota come baby blues. Si tratta di un’improvvisa sensazione di tristezza che però si esaurisce nell’arco di due o tre settimane. La depressione post-partum vera e propria invece si prolunga nel tempo. I sintomi più frequenti sono stanchezza, stress, sensi di colpa insonnia e disconnessione dal proprio figlio. Un problema solo delle mamme? No, visto che colpisce anche gli uomini.

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Publicato in: Parto, Post parto, SOS ansia Argomenti: , , , Data: 30-07-2015 05:54 PM


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