La denuncia

Il web contamina il latte materno

di Caterina Belloni
Una ricerca inglese lancia l'allarme: quello comprato online presenta tracce di batteri.

ThinkstockPhotos-176548402La vendita di latte materno on line deve essere regolamentata meglio perché quello in circolazione troppo spesso è contaminato. A lanciare l’allarme sono i ricercatori della Queen Mary University di Londra, che hanno scritto un editoriale sul British Medical Journal (BMJ). Secondo i riscontri ottenuti verificando le caratteristiche del latte umano venduto on line da alcuni siti, gli studiosi hanno realizzato che per il 90% l’alimento presenta tracce di batteri. Per questo secondo Sarah Steele, docente dell’unità di salute e innovazione dell’università inglese che coordina il pool di esperti, deve essere sottoposto a controlli per verificare la contaminazione da epatite, sifilide o Hiv.

LATTE PROVENIENTE DA DONNE MALATE
In base ai dati raccolti infatti la provenienza di questo latte spesso non è accertata fino in fondo dai venditori e può capitare che arrivi da donne che fanno uso di sostanze stupefacenti o sono affette da malattie. I siti che offrono il latte materno senza essere stati sottoposti prima a controlli e analisi sono numerosi e il numero degli acquirenti è in crescita soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra.  Spesso la vendita avviene attraverso siti di scambio tra utenti. Il prezzo varia ma è basso e appetibile e il mercato è diversificato.

TRA GLI ACQUIRENTI ANCHE MANIACI DEL FITNESS
Secondo l’indagine condotta da Steele e dai suoi colleghi oltre alle mamme che cercando un’aggiunta di latte materno altrui perché non ne hanno abbastanza del proprio e preferiscono rivolgersi ai siti perché hanno prezzi più convenienti delle banche del latte, ci sono i maniaci del fitness che considerano l’alimento come un cibo particolarmente vitaminico e vogliono migliorare la loro salute, i pazienti affetti da malattie croniche o gravi che pensano di trovare un sostegno al loro fisico debilitato e i feticisti. Eppure gli studiosi tengono a precisare che i vantaggi legati al consumo di latte materno non sono acclarati. Nel senso che se allattare al seno un neonato può essere vantaggioso per la sua salute, non è detto che lo sia per un adulto.

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE APPROSSIMATIVE
Se poi – come spiegano gli esperti anglosassoni – il latte in commercio è contaminato, anziché vantaggi ci possono essere rischi anche gravi. Secondo i ricercatori anche la modalità di conservazione e spedizione del latte spesso è approssimativa e questo fa in modo che i batteri proliferino mentre i contenitori di latte viaggiano in giro per il mondo.

CERTIFICAZIONI INESISTENTI
Da queste valutazione è nata la decisione di Steele e colleghi di esporsi con un articolo sul British Medical Journal segnalando i rischi e chiedendo un intervento perché venga attuata una maggiore regolamentazione di questo mercato. Che non è affatto di nicchia, a giudicare dai dati prodotti dallo studio. Uno dei siti di vendita monitorati in America, ad esempio, fa registrare 800 nuovi accessi al mese da parte dei compratori. Il prezzo è di 2,70 sterline (circa 4 euro) ogni 30 millilitri, ma spesso si paga qualcosa si più se la venditrice garantisce di essere vegana o di avere figli dall’incarnato roseo e paffutello, con tanto di foto prodotta a titolo di prova. Una certificazione un po’ vaga, per la verità, visto che per tutti gli altri alimenti in commercio – in Italia ma non solo – sono previste caratteristiche di sicurezza e tracciabilità decisamente superiori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Figli, Post parto Argomenti: , Data: 10-04-2015 11:00 AM


Lascia un Commento

*