Tecnologia

Cyberbullo, ti evito in 10 mosse

di Francesca Amé
I genitori non sanno come tutelare i propri figli. Ecco i consigli dell'esperto Paolo Ferri.

465702501L’ultimo fatto è accaduto pochi giorni fa, in un parco di Sestri, in Liguria: una dodicenne è stata aggredita, insultata e ripresa dal cellulare da un gruppo di bulle, quasi coetanee. Un’azione punitiva feroce, anche perché perpetrata nel tempo grazie alla diffusione del video della violenza ad amici e conoscenti. Ma questo è solo uno dei tanti casi di cronaca. Perchè il cyberbullismo tra minori preoccupa non solo l’Italia, ma anche l’Europa: l’Unione Europea da anni svolge ricerche sul rapporto tra media e teens (all’interno del progetto denominato Eukidsonline) e a Barcellona, nel recente Mobile World Congress, si è molto parlato di giovani e sicurezza in Rete.

GENITORI PREOCCUPATI
Le ultime indagini vedono i papà e le mamme europei sempre più preoccupati e impotenti: stando ai risultati presentati al congresso spagnolo dalla società Kaspersky, il  22% dei genitori non si sente in grado di tenere sotto controllo i figli online, percentuale che sale al 48% se riferita al cyberbullismo. Solo il 19% afferma di essere amico o di seguire i propri figli sui social media e solo il 39% monitora le attività online dei figli. Meno della metà, il 38%, sostiene di aver affrontato la questione dei rischi con i propri bambini o ragazzi. E quando qualcosa di brutto succede, come si reagisce? Un quarto dei genitori di minori molestati online dice di esserne venuto a conoscenza molto tempo dopo: il 44% di madri e padri i cui figli sono stati oggetto di cyberbullismo è intervenuto per prevenire o bloccare l’atto, ma più della metà – e questo è forse il dato più drammatico – non ha potuto o voluto far nulla.

La copertina del libro 'Nuovi Bambini. Come educare i figli all’uso della tecnologia, senza diffidenze e paure' di Paolo Ferri.

La copertina del libro ‘Nuovi Bambini. Come educare i figli all’uso della tecnologia, senza diffidenze e paure’ di Paolo Ferri.

UN DECALOGO PER MAMMA E PAPÀ
Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e Teoria e tecnica dei nuovi media all’Università Bicocca di Milano, ha di recente pubblicato Nuovi Bambini. Come educare i figli all’uso della tecnologia, senza diffidenze e paure (Bur editore; 245 pp., 12 euro), un saggio dedicato proprio ai genitori alle prese con figli ipertecnologici. Per evitare abusi e sfruttare al meglio e senza rischi le potenzialità delle nuove tecnologie, ecco alcuni consigli pratici per i genitori:
1. INSEGNARE/SPIEGARE TUTTO. I genitori sono convinti che i figli, in quanto ‘nativi digitali’, sappiano già come funzioni il web. Non è così: devono essere guidati, bisogna chiarire loro potenzialità e rischi. Va spiegato che on line valgono le stesse regole della vita off line: il rispetto degli altri e l’educazione, prima di tutto.
2. IMPOSTARE LA PRIVACY. Prima di tutto è importante che i figli diventino coscienti del fatto che ciò che si condivide in Rete e nei social permane nel tempo, grazie alla cronologia dei motori di ricerca. Poi bisogna spiegare loro come impostare correttamente le opzioni di privacy sui loro profili: un semplice flag permette di far vedere e commentare ciò che è postato solo alla cerchia di amici e non a chiunque.
3. CHI ACCETTARE TRA GLI AMICI ONLINE. Insegnare ai figli come selezionare le amicizie on line: accettare quelle di persone che si conoscono, non accettare chi si presenta sotto nickname e con foto palesemente falsa.
4. NON DIFFONDERE DATI SENSIBILI. Vietare ai figli di fornire on line i propri dati sensibili: indirizzo di casa e numero di telefono.
5. INCONTRI OFF LINE SOLO CON PERSONE CONOSCIUTE.  Consigliare di non dare mai appuntamenti off line a persone ignote conosciute in Rete. Far capire ai ragazzi che possono confidarsi se c’è qualcosa o qualcuno che, in Rete o sui social, li infastidisce e che certi reati on line (come la calunnia, la diffusione di materiale sensibile, il bullismo) sono perseguibili per legge. Esattamente come succede off line.
6. ESSERE AMICI DEI FIGLI SU FACEBOOK. È consigliabile aprire il profilo social dei propri figli insieme a loro, con condivisione della password, e diventare amici su Facebook vincendo la loro iniziale ritrosia. Questo permette di monitorare non tanto ciò che i propri figli fanno o postano ma soprattutto con chi interagiscono. È una prevenzione importante contro possibili attacchi di ‘cyberbulli’.
7. SPIEGARE IL CONCETTO DI REPUTAZIONE ONLINE. Parlare ai figli del concetto di ‘reputazione on line’: in Rete rimane tutto (commenti, foto). Meglio non postare cose di cui ci si potrebbe pentire in seguito: spiegare loro che i social e la Rete sono come una piazza amplificata. Ciò che non va fatto off line, non va fatto nemmeno on line.
8. APPLICARE IL PARENTAL CONTROL. Applicare sul computer di casa e sul tablet un dispositivo di parental control. Ne esistono molti in commercio: permettono, oltre al blocco di siti per adulti, anche di navigare su siti con parole sospette o pericolose (indispensabile se si hanno figli tra i 6 e i 14 anni).
9. OCCHIO AI VIDEOGIOCHI. Non sono dannosi, ma va calibrato il tempo e il tipo di videogioco. Scegliere sempre giochi adatti all’età anagrafica dei bambini (nelle scatole è sempre indicato il target) e favorire quelli che prevedono l’interazione con più giocatori e lo sviluppo di attività creative (un esempio positivo tra tanti: Minecraft, dai 10 anni in su). Mai proporre videogiochi per adulti e prima di far usare un qualsiasi videogioco nuovo, testarlo in prima persona.
10. INSEGNARE LA FIDUCIA. Abbandonare l’atteggiamento di tecno-fobi, tipico di molti genitori italiani, e spiegare ai figli le potenzialità della tecnologia: l’importanza della condivisione, la scoperta di nuove app divertenti, la possibilità di allargare la propria cerchia di amicizie e di punti di vista.

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Publicato in: Adolescenza, Educazione, Figli Argomenti: , , , , , Data: 06-03-2015 11:17 AM


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