Incubi

Perché si muore in culla

di Daniela Uva
C'è la Sids dietro il dramma di Claudia Galanti. Sette spiegazioni al dolore più grande.

L’unica domanda che resta dopo la morte di un neonato al caldo della propria culla è: «Perché?». La terribile tragedia che ha colpito Claudia Galanti, che ha perso la figlia Indila Carolina di nove mesi, ha riaperto il dibattito sulla Sudden infant death syndrome (Sids), ovvero Sindrome della morte improvvisa del lattante, che risposte vere e proprie non ne ha. Di certo c’è solo che è la più comune causa di morte fra i bambini fino al primo anno di età. Ed è ancora più subdola e tremenda perché non ha sintomi, campanelli d’allarme, segni distintivi. Si presenta così, improvvisamente, e strappa via un neonato alla sua vita.

Claudia Galanti con la piccoola Indila in una foto postata dalla soubrette sul suo profilo Twitter.

Claudia Galanti con la piccoola Indila in una foto postata dalla soubrette sul suo profilo Twitter.

COLPISCE DI PIÙ I MASCHI TRA I DUE E QUATTRO MESI
I casi più frequenti si verificano fra due e quattro mesi, è a essere colpiti di più sono i maschietti. Ma sono solo statistiche. Nessuno sa con esattezza perché la Sids colpisca. Si sa solo come colpisce: il piccolo smette di respirare, per un’improvvisa e fortissima apnea. E non è più in grado di ricominciare. Nonostante questa patologia sia ancora, in gran parte, avvolta nel mistero negli ultimi anni la scienza ha fatto molti progressi, mettendo in luce i possibili meccanimi scatenanti. Certo, una spiegazione non restituisce la vita stroncata sul nascere, però può contribuire ad avviare quell’elaborazione del lutto necessaria per sopravvivere alla tragedia. E nello stesso tempo, grazie alla prevenzione, i casi di vera morte in culla sono diminuiti del 90% in vent’anni. Ecco le possibili cause secondo la ricerca scientifica.

1. UN DIFETTO CONGENITO DEI NEUROTRASMETTITORI
Secondo una parte della comunità scientifica, la Sids sarebbe causata da un difetto nella coordinazione tra alcuni neuro-trasmettitori. Sarebbe quindi un deficit congenito, anche se impossibile da svelare con gli esami pre-natali. In questo caso il difetto alla base della malattia riguarda le sostanze che permettono allo stimolo nervoso di propagarsi da un neurone all’altro. Sarebbe quindi un  difetto a livello cerebrale a impedire al bambino di svegliarsi in situazioni pericolose, come hanno ipotizzato ricercatori del Boston Children’s Hospital, analizzando i decessi di questo tipo avvenuti negli Stati Uniti fra il 1995 e il 2008.

2. CARENZA DI GLUTAMMATO
Un’altra recente ricerca scientifica ha individuato nella carenza di glutammato il probabile responsabile della Sids. La causa della malattia sarebbe, quindi, da ricercare nella cosiddetta formazione reticolare, cioè la parte del cervello situata nel tronco cerebrale, subito sopra il midollo spinale. In particolare il dito è puntato contro la carenza dei neurotrasmettitori iserotonina e acetilcolina e, quindi, nella carenza di arousal, ovvero la capacità che possiede la formazione reticolare di attivare in maniera aspecifica tutta la corteccia cerebrale. E in questo modo di provvede al controllo di tutte le funzioni vitali: respirazione, temperatura, funzione cardiaca e ph sanguigno.

3. FUMO PASSIVO
Fra le cause della Sids, secondo i ricercatori, ci potrebbe essere anche il fumo di sigaretta. Quello passivo respirato dal bambino nella pancia della mamma. Oltre agli effetti dannosi già noti da tempo, ci sarebbe anche questa complicazione aggiuntiva: i piccoli sarebbero più esposti a questa malattia. Il pericolo è direttamente proporzionale al consumo di sigarette fumate dalla madre, al numero di bionde consumate in sua presenza e con ulteriore rischio aggiuntivo se anche il padre è fumatore.

4. CATTIVE ABITUDINI DEL SONNO
Esiste anche un’altra teoria riguardante la Sids: i lattanti abituati a dormire nel lettone con i genitori sono esposti cinque volte in più a questa malattia. Lo ha stabilito un nuovo studio condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine. Il pericolo resta altissimo anche se mamma e papà non fumano, non bevono e non fanno uso di droghe. Gli autori  della ricerca hanno suggerito che quasi l’ 81% dei decessi per Sids si verifica fra i bambini sotto i tre mesi perfettamente sani. E che queste morti avrebbero potuto essere evitate se i bimbi non avessero condiviso il letto con i genitori.

5. POSIZIONE SBAGLIATA
Un altro studio americano condotto dal National institute for child health and human development ha stabilito una correlazione diretta fra posizione assunta dal bimbo durante la nanna e Sids. Il collegamento fra l’abitudine di far addormentare un piccolo a pancia in giù e la morte in culla sembra indiscutibile. Per questo è sempre opportuno scegliere la posizione supina, magari tenendo la testa del neonato leggermente piegata di lato. Senza usare il cuscino.

6. UN DIFETTO DEL CUORE
Esiste anche una ricerca canadese che parte dal cuore. È stata pubblicata sulla rivista Journal of pediatrics: partendo dai decessi di 850 bambini fra il 1987 e il 1999 ha dimostrato che nel 10% dei casi esisteva un difetto cardiaco strutturale, sfuggito a qualunque visita. All’ospedale San Matteo di Pavia su questo filone è stato portato avanti uno studio che ha dimostrato un’anomalia dell’elettrocardiogramma chiamata sindrome del Qt lungo.

7. ASFISSIA ACCIDENTALE
Un importante contributo nella ricerca delle cause della misteriosa morte nella culla viene da un nuovo studio dell’Università di Adelaide (Australia) pubblicato sulla rivista Neuropathology and Applied Neurobiology che ha individuato nei cervelli dei lattanti deceduti per Sids segni singolarmente simili a quelli di bambini vittime di asfissia accidentale.
Nella ricerca sono stati comparati i casi di 176 bambini morti da trauma cranico, infezioni, annegamento, asfissia e Sids. È stata esaminata la presenza e la distribuzione nel cervello di una proteina detta App (Amyloid Precursor Protein), che si accumula quando vi è lesione nelle fibre nervose. Tutte le 48 morti da Sids ne hanno mostrato la presenza, in maniera praticamente identica a quelle causate da soffocamento e asfissia, ma differente da quelle causate da trauma o infezione.

 

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Publicato in: Figli, Post parto Argomenti: , , Data: 04-12-2014 02:18 PM


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