Emergenza

Ciao mamma, vacci tu a scuola

di Caterina Belloni
Il 17,6% degli italiani abbandona gli studi. E non si fa nulla per contrastarlo. In Inghilterra invece...
Nel nostro paese l’abbandono scolastico ha raggiunto la quota del 17, 6%, in controtendenza rispetto alla media continentale del 12,7%.

Nel nostro paese l’abbandono scolastico ha raggiunto la quota del 17, 6%, in controtendenza rispetto alla media continentale del 12,7%.

Per il premio Nobel Malala Yousafzai l’istruzione era un obiettivo così importante da rischiare la vita, ma per i suoi coetanei italiani frequentare le lezioni non sembra affatto una priorità irrinunciabile. Anzi.
Secondo le statistiche della commissione Ue nel nostro paese l’abbandono scolastico ha raggiunto la quota del 17, 6%, in controtendenza rispetto alla media continentale del 12,7%.
Siamo tra i paesi peggiori d’Europa e solo Spagna, Malta e Portogallo hanno fatto registrare situazioni peggiori.
NEL SUD IL 25% DEI GIOVANI LASCIA LA SCUOLA
Scendendo nei dettagli, poi, si scopre che soprattutto al Sud, tra Sicilia, Sardegna e Campania, il numero dei giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno lasciato gli studi prima di concluderli raggiunge la quota del 25%.
La dispersione scolastica da noi è un problema serio e appare lontanissimo l’obiettivo di raggiungere la soglia del 10%  di abbandono entro il 2020 fissata dall’Ue.
TROPPE ASSENZE PER FUTILI MOTIVI
Anche perché da noi, prima di arrivare ad abbandonare gli studi c’è la fase in cui a lezione si va a singhiozzo, collezionando assenze continue. In situazioni di disagio, come testimonia Paolo Battimiello, dirigente didattico dell’istituto comprensivo Virgilio quattro di Scampia, in Campania, spesso i ragazzi non vanno a scuola per esigenze familiari, perché devono badare ai fratelli più piccoli o ancora fare dei lavoretti per aiutare a far quadrare il bilancio familiare. Altrove, invece, a far saltare le lezioni sono viaggi e vacanze con la famiglia, che si svolgono non nei periodi canonici di pausa ma quando più conviene agli adulti.Violazioni delle regole dell’istituzione scolastica, che minano ancora di più la sua credibilità.

L’ESEMPIO DELL’INGHILTERRA
Una soluzione a questo malcostume, però, forse esiste e arriva dalla Gran Bretagna, dove da un anno chi tiene i figli a casa da scuola per futili motivi, come andare in vacanza, rischia una multa. Il provvedimento è entrato in vigore nel settembre del 2013, a causa dell’alto numero di assenze fin dalle elementari e ha già dato dei frutti. Riduzione di un terzo delle assenze non giustificate nel corso del primo anno, con il tasso che è sceso alla punta minima del 2006. Segno che il pugno di ferro almeno in Gran Bretagna funziona e che va mantenuto.
MULTE DA 60 STERLINE  PER CHI LASCIA L’AULA
In Inghilterra l’anno scolastico inizia a settembre e si chiude a fine luglio. Quindi dura più che da noi con diverse pause di una settimana o di dieci giorni. Dunque secondo i responsabili dell’istruzione britannica il tempo per andare a spasso ci sarebbe. Eppure, molte famiglie si muovono in altri periodi lasciando i ragazzi a casa da scuola, magari per risparmiare sui prezzi degli alberghi che nei giorni di sospensione delle lezioni tendono a crescere. Il danno per la continuità della formazione degli allievi però è pesante, al punto che i britannici hanno deciso di evitarlo ricorrendo a rimedi estremi.
Come la multa, che si aggira sulle 60 sterline per le assenze non autorizzate e che sale a 120 se non viene pagata entro 21 giorni. Chi si rifiuta del tutto di saldare, infine, rischia una sanzione di 2.500 sterline convertibile in una pena detentiva fino a un massimo di tre mesi.
A decidere se comminare la sanzione o meno pensa l’autorità locale in accordo con professori e dirigenti didattici, che valutano le ragioni dei giorni di scuola saltati e poi fanno i conti.
AMMESSE SOLO ASSENZE PER SERI MOTIVI FAMILIARI
Le assenze ammesse hanno regole precise: per il funerale o il matrimonio di un parente prossimo (al massimo un giorno), per feste di un credo religioso specifico, per passare dei momenti con un parente malato terminale, per stare accanto a persone care che stiano per partire per lavori all’estero per conto del governo e siano appena tornati da una missione, per una malattia quando prescritto dal medico. In questo senso, poi, ci sono indicazioni precise e in Galles il governo ha definito persino un prontuario dei giorni di assenza, invitando i genitori a mandare i ragazzi a scuola anche con la febbre, se se la sentono e non sono contagiosi.

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , Data: 30-10-2014 09:00 AM


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