Fitness

Sport in gravidanza che fare

di Valentina Cameli
Sì a nuoto, yoga e pilates. Attenzione all’aerobica, ai salti e agli sforzi eccessivi.

 

Alysia Montano in pista

Alysia Montano in pista alla 34esima settimana di gravidanza.

Ha sorpreso tutti Alysia Montano, atleta 28enne, cinque volte campionessa del mondo, che ha corso gli 800 metri nei campionati di atletica di Sacramento, in California, alla trentaquattresima settimana di gravidanza. Non solo. Ha terminato la gara in due minuti e 32,12 secondi, solo 35 secondi in più rispetto al suo record personale 1:57:34, raggiunto nel 2010 in Messico. E quando ha tagliato il traguardo per lei c’è stata una standing ovation.
«Durante la gestazione mi sono sempre sentita bene, l’esercizio fisico è ottimale sia per la futura mamma che per il bambino», ha dichiarato, spiegando che i medici l’hanno incoraggiata nella sua scelta. Ma le polemiche non sono mancate.
L’ ESERCIZIO FA SOLO BENE SE NON CI SONO RISCHI
Del resto quando si parla di maternità ci si divide spesso sulle condotte giuste da adottare e le cose migliori da fare e da non fare. L’attività fisica è, in questo senso, un tema piuttosto dibattuto. Le future mamme più sportive non vogliono saperne di stare ferme per 9 mesi, le più sedentarie optano invece per il riposo totale. Una cosa è certa: oggigiorno i medici raccomandano un minimo di esercizio con il pancione. L’importante è essere caute e avere buon senso. Parola di ginecologa: «Se non ci sono rischi di aborto o problemi particolari, l’attività fisica nei nove mesi di attesa è sicuramente consigliabile perché dà molti benefici» spiega la dottoressa Giovanna Testa, «Se la donna è in buona salute e praticava sport prima di rimanere incinta, non c’è ragione per cui debba smettere di farlo. La regola fondamentale da seguire sempre, però, è quella di non esagerare sia per quanto riguarda l’intensità sia per il tipo di sforzo praticato».
LO SPORT MANTIENE IL TONO MUSCOLARE E CONTROLLA IL PESO
Secondo la ginecologa i benefici dello sport in gravidanza sono tanti sia per la futura mamma sia per il nascituro. «Praticare con regolarità un po’ di attività fisica e mantenere il tono muscolare è importante perché aiuta a non aumentare troppo di peso, contribuisce a mantenere la regolarità dell’intestino, favorisce la circolazione e permette in parte di prevenire e alleviare il mal di schiena nella zona lombo-sacrale, uno dei disturbi più frequenti nella gestante, oltre a migliorare il tono dell’umore grazie al rilascio di endorfine. In più mantenere tonici i muscoli dell’addome aiuta ad avere un travaglio meno traumatico, a smaltire la pancia dopo la nascita del bambino e, in generale, facilita il recupero post-partum» spiega Testa.
VIETATO IMPROVVISARE
Attenzione, però. Se prima del pancione non si era abituate a praticare sport meglio non improvvisare. «Bisogna andarci piano», suggerisce la ginecologa, «magari iniziando con delle camminate e poi, eventualmente, con un po’ di piscina. Quest’ultima, peraltro, è un toccasana per mamma e bebè: in acqua si alleggerisce il peso del pancione, non ci sono rischi di traumi e i movimenti sono facilitati. E se proprio si vuole andare in palestra meglio affidarsi a un istruttore».
SÌ AL MOVIMENTO IN ACQUA NO AI SALTI
Promossi a pieni voti sono, dunque, gli sport acquatici, come il nuoto o l’aquagym, lo stretching, il pilates e lo yoga specifico per la gravidanza che permette di lavorare molto bene anche sulla respirazione, fondamentale per il momento del parto.
«Pericolose, invece, tutte le attività che prevedono salti e scatti come l’aerobica, la corsa e la scherma, perché possono favorire la contrattilità uterina, quelli di contatto come le arti marziali e qualunque attività che implichi un rischio di scontro e, quindi, di possibile trauma all’addome, nonché, tutti gli sport a rischio più o meno elevato di caduta, come lo sci l’equitazione e anche la bicicletta su strada», avverte la Testa.
QUANDO È MEGLIO EVITARE
Preso atto dei benefici dell’attività fisica, ci sono però alcuni casi in cui la futura mamma deve assolutamente astenersi. «Vietato fare esercizio in presenza di problemi cardiaci o respiratori», spiega Testa «e, naturalmente, qualora la gravidanza sia a rischio, per esempio in presenza di contrattilità uterina oppure di perdite ematiche o di rottura delle membrane o placenta previa dopo la ventiseiesima settimana di gestazione».
Buon senso e cautela. Queste le due parole d’ordine. «La gravidanza non è assolutamente una malattia», aggiunge Testa, «ma alle mie pazienti consiglio sempre di ascoltare il proprio corpo. Per cui è inutile fare sforzi eccessivi». Benessere al primo posto, quindi, per gli allenamenti e la ricerca della forma fisica si possono anche aspettare nove mesi.

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Publicato in: Gestazione, Gravidanza Argomenti: , , Data: 01-07-2014 01:02 PM


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