Work-life balance

Essere genitori? Lo sport più difficile

Da Vezzali e Idem alla Cainero, le mamme atlete svelano i segreti per conciliare famiglia e lavoro.

di Francesca Salsano

Josefa Idem con il marito Guglielmo Guerrini e i suoi due figli Janek e Jonas alal fine di una gara.

Josefa Idem con il marito Guglielmo Guerrini e i suoi due figli Janek e Jonas alal fine di una gara.

Pare che il segreto sia l’amministrazione di tempi e ritmi: capacità di organizzazione, impegno massimo negli allenamenti, stile di vita sobrio. Parliamo dell’universo sportivo femminile che si applica con successo alle discipline prescelte pur essendo diventate mamme. Basti pensare al trio azzurro del tiro a volo, tutto d’oro agli Europei 2013 di Suhl (in Germania).
La già campionessa olimpica di Pechino 2008 Chiara Cainero, incinta di 5 mesi, dopo la gara avrebbe commentato che il figlio nasceva già con la medaglia d’oro al collo («Lo sentivo muovere mentre sparavo»), non meno soddisfatte e orgogliose le compagne di squadra Katiuscia Spada, tornata alle gare dopo meno di 10 mesi dall’aver partorito la piccola Ginevra, e Diana Bacosi, diventata mamma nel 2009.
VEZZALI E IDEM, DUE ESEMPI PER TUTTI
E che dire di Valentina Vezzali? La regina della scherma (pluri-medagliata, storici i suoi 14 ori mondiali, 6 gli ori olimpici), portabandiera italiana alle Olimpiadi di Londra 2012 e capace di realizzare il suo miracolo sportivo ai Mondiali di Budapest 2013, è arrivata ai quarti di finale a 83 giorni dalla sua seconda gravidanza.
Forte della sua esperienza, la Vezzali consiglia sempre ai genitori di scegliere per i loro figli uno sport a cui siano appassionati, accertandosi che gli istruttori siano educatori oltre che preparati sportivamente, perché lo sport non deve mai essere il proprio unico scopo di vita.
E Josefa Idem? Numero uno assoluta nella canoa: a 36 anni vinceva la sua prima Olimpiade, a 37 due ori ai Mondiali, a 38 due bronzi mentre era incinta di 5 settimane, a 48 ha partecipato all’ottava edizione dei Giochi Olimpici… Lei che nel tempo libero si dedica all’orto e alle marmellate casalinghe, ha sempre voluto conciliare la sua vocazione con l’amore per la famiglia, anche in gravidanza usciva in barca e i bambini l’hanno seguita ovunque con camper e nonna al seguito, partecipando a tutte le sue gare. Nessun rimpianto dunque, anzi la consapevolezza di avere insegnato loro dei valori sani, un’educazione migliore di quanto non facciano altre mamme.

Valentina Vezzali con il figlio Pietro.

Valentina Vezzali con il figlio Pietro.

VALEEVA: TUTTA UNA QUESTIONE DI ORGANIZZAZIONE
Anche all’arciera Natalia Valeeva (moldava naturalizzata italiana), quattro ori mondiali in carriera e tre argenti agli Europei 2013, mamma di tre figli è un campione di organizzazione.  Alla domanda su come si conciliano figli e attività sportiva ad alto livello risponde senza esitazioni:  «Bisogna darsi tempi e priorità: stirare canottiere è meno prioritario di stirare le magliette, per intenderci. All’inizio metà stipendio mi andava in due tate, poi ho ridotto a una e i nonni aiutano».
Sensi di colpa?  Assolutamente no, dice e precisa: «All’inizio mia figlia Sofia era gelosa se andavo via, ora capiscono che non hanno una madre comune e che a volte servono sacrifici, non fanno più scenate: e sono orgogliosa che crescono indipendenti e non mammoni. C’è chi nella vita vuole solo lavorare, chi vuole solo fare la mamma, chi vuole solo fare ciò che piace: io ho la fortuna di fare la mamma senza mollare il mio lavoro, e il mio lavoro è esattamente ciò che mi piace fare».

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Publicato in: Figli Argomenti: , , Data: 09-05-2014 03:00 PM


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