Vademecum

Mio figlio? Mai più allo stadio

di Daniela Uva
Lo hanno pensato in molti dopo le violenze all'Olimpico. Ma andare alla partita in sicurezza è possibile. Ecco come.
Il calcio non è solo violenza, è anche una festa. Per questo gli episodi di violenza avvenut all'Olipico non devono condizionarele nostre vite e quelle dei nostri figli. Andare allo stadio in sicurezza è possibile.

Il calcio non è solo violenza, è anche una festa. Per questo gli episodi di violenza avvenuti all’Olipico non devono condizionare le nostre vite e quelle dei nostri figli. Andare allo stadio in sicurezza è possibile.

Il sogno è sempre quello, ristrutturare gli stadi per farli diventare luoghi per tutti. Luoghi per famiglie. Sul modello del Nord Europa. Eppure nonostante infiniti dibattiti e progetti di legge basta una finale di Coppa Italia cominciata nel sangue per capire che l’Italia è lontana anni luce dal suo ideale.
Gli stadi a volte possono trasformarsi in trappole mortali. Che fanno ancora più paura quando di mezzo ci sono i bambini. Così, se da una parte non è giusto vietare ai più piccoli di acclamare la propria squadra del cuore, dall’altra sarebbe opportuno rispettare alcune regole, per godere dello spettacolo in sicurezza.
REGOLE DI BUON SENSO
In realtà non esiste un codice di comportamento valido sempre e per tutti. Ma solo regole di buon senso che i genitori, grazie anche alla propria esperienza, dovrebbero rispettare.
Le ha sintetizzate per Letteradonna.it Fabrizio Azzolini, presidente dell’Associazione italiana genitori.
«Su episodi come quelli accaduti all’Olimpico di Roma occorre riflettere con attenzione», ha detto Azzolini. «Istintivamente, dopo quello che è successo fuori dall’Olimpico, verrebbe da dire che in questo Paese non si può portare un bambino allo stadio. Ma è chiaro che si tratta di un ragionamento estremo».
IL DASPO NON BASTA
Dunque che fare? «Prima di ogni cosa ci vorrebbero leggi ferree, che diano alle forze dell’ordine la possibilità concreta di impedire perpetuamente che gente come quella vista a Roma non si avvicini neanche a uno stadio. I divieti in vigore oggi, come per esempio il Daspo (acronimo di divieto di accedere alle manifestazioni sportive, misura prevista dalla legge italiana al fine di contrastare il crescente fenomeno della violenza negli stadi di calcio), evidentemente non sono sufficienti» ha aggiunto Azzolini.
Ma al di là di questo, per Azzolini, esistono poi alcune regole di buon  senso che è bene prendere in considerazione quando si varcano i cancelli di uno stadio in compagnia dei propri figli. Eccole:
1- Ci vuole un genitore per ogni bambino. Se i figli sono due, occorre che a vedere la partita vi siano sia il papà sia la mamma. Se sono più di due, è necessario l’aiuto di qualche familiare.

2- Scegliere un posto che non sia mai fra la calca. Negli stadi le vie di fuga sono pochissime, per questo con i bambini bisogna scegliere posti più spaziosi, lontano dalla massa, in modo da poterli proteggere meglio in caso di pericolo.

3- Evitare le curve. Si sa che in curva vanno le persone meno abbienti, e spesso i ragazzi più facinorosi. Per questo se si hanno dei bambini bisognerebbe sempre scegliere settori diversi, dove normalmente c’è gente più tranquilla.

4- Disertare le partite di cartello, a cominciare dai derby. Meglio guardarlo in televisione.

5- Abbandonare lo stadio, anche se i tafferugli sono davvero minimi e lontani dal proprio settore. Non si sa mai come possa degenerare una situazione del genere. Al mimino accenno di disordine è consigliabile lasciare lo stadio.

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Publicato in: Figli Argomenti: , , Data: 05-05-2014 04:17 PM


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