Istruzione

Figlio che hai, scuola che trovi

di Eloisa Covelli
Metodo Montessori, Steiner o scuole libertarie. Le alternative all'insegnamento tradizionale.
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Il 28 febbraio scade l’iscrizione alla scuola statale. Ma  per chi è in cerca di metodi di insegnamento diversi rispetto a quello tradizionale, le alternative non mancano.

Il 28 febbraio scade l’iscrizione alla scuola statale. Se per vostro figlio non vi accontentate del tradizionale metodo di insegnamento degli istituti italiani, potete andare alla ricerca di percorsi formativi diversi. O addirittura farlo studiare a casa, con l’aiuto di associazioni e centri educativi. Senza per forza spendere un occhio della testa. Le alternative ci sono ecco qualche esempio tra vui potete scegliere sulla base anche del carattere e della personalità di vostro figlio.
IL METODO MONTESSORI
In Italia ci sono scuole montessoriane pubbliche. Si ispirano al metodo di Maria Montessori, la pedagogista femminista, che con il suo testo Il metodo della pedagogia scientifica, pubblicato nel 1909, rivoluzionò l’educazione infantile.
Il presupposto di queste scuole è quello della massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino. Sostanzialmente l’adulto si limita a preparare l’ambiente e le attività ed evita qualsiasi intervento che possa disturbare lo svolgimento del lavoro.
Lo stesso controllo dell’errore non avviene con la supervisione dell’insegnante, ma con il successo dell’azione. Per esempio, anche i bambini piccolissimi usano piatti di ceramica e bicchieri di vetro, perché così imparano a controllare i movimenti evitando la rottura degli oggetti. Se sono diffusissimi gli asili e le scuole materne che usano questo metodo, si possono trovare anche scuole elementari pubbliche e qualche sezione di media (nelle Marche). L’elenco completo è disponibile sul sito dell’Opera nazionale Montessori. In Italia, tra private e pubbliche, ci sono circa 500 istituti montessoriani, frequentati da 40mila bambini/ragazzi.
LE SCUOLE STEINERIANE PER CHI NON VUOLE I VOTI
Il costo medio va da 2 mila a 5 mila euro l’anno per l’iscrizione a una scuola che segue l’insegnamento di Rudolf Steiner, un filosofo che nel 1919 creò un istituto per i figli degli operai della fabbrica di sigarette Waldorf a Stoccarda.
In Italia ci sono 40 scuole Steiner-Waldorf per la prima infanzia (il 75% parificate).
Quelle comprensive di scuola primaria e secondaria di primo grado (media) sono 30 e tre scuole secondarie di secondo grado.
Il 40% percento di queste è paritaria, quindi rilascia certificati riconosciuti in Italia. Il restante 60% sono scuole non paritarie o piccoli gruppi collegati ad associazioni. In questo secondo caso, i bambini o ragazzi devono sostenere gli esami di livello presso un istituto parificato.
La scuola Waldorf è senza voti. Le “lezioni” hanno un calendario diverso rispetto a quello tradizionale. Le prime due ore del mattino vengono dedicate alle materie principali, che sono trattate continuativamente per più settimane (a “epoche”, cicli di apprendimento). Dopo una pausa, ci si dedica alle materie che richiedono una pratica costante: attività artistiche, linguistiche, manuali e motorie, in cui il maestro di classe può essere sostituito o affiancato da insegnanti specializzati.
I CENTRI LIBERTARI PER CHI NON VUOLE IMPOSIZIONI
«Libertà, non licenza», su questo principio si basano alcuni piccoli centri educativi, nati in Italia sulla base dell’esperienza della Summerhill, fondata nel 1921 dal pedagogista scozzese Alexander Neill e attualmente funzionante in Inghilterra a Leiston, Suffolk. I centri più antichi sono a Verona e Bologna, ma a settembre partiranno degli esperimenti nelle Marche e in Puglia.
Altre piccole esperienze sono presenti a Genova e a Parma.
«In queste scuole si dà una forte attenzione all’incidentalità», spiega a LetteraDonna.it Francesco Codello, dirigente scolastico, fondatore della Rete per l’educazione libertaria «cioè l’apprendimento nasce dalla domanda concreta e non da un’imposizione conseguente. La frequenza tendenzialmente non è obbligatoria, principio di base che viene articolato diversamente da ogni scuola. Diciamo che c’è una libertà di scelta da parte dei bambini sulla qualità e la quantità di apprendimento».
Questi centri, che arrivano fino alle medie, non sono riconosciuti in Italia perciò occorre fare l’esame da privatista per il passaggio di livello. Il costo, ci assicura Codello, è contenuto «perché per gli insegnanti si tratta di una scelta di vita. Ci sono poi all’interno di ogni centro dei meccanismi per aiutare chi ha bisogno». Al contrario delle scuole montessoriane e steineriane non usano un solo metodo, ma attingono a diversi principi pedagogici. E variano nel tempo, perché in questi centri sono gli stessi bambini ad avere diritto di voto.

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