Mom power

Mamma e imprenditrice, si può

La voglia di mettersi in proprio cresce tra le donne con figli. Le possibilità ci sono. Ma è vietato improvvisare.

di Valentina Granatello

Mamme imprenditrici. Spesso scelgono lavori manuali e creativi, per reinventarsi.

Mamme imprenditrici. Spesso scelgono lavori manuali e creativi, per reinventarsi.

«Sono mamma e non mi arrendo». È il motto delle mompreneur, quelle donne, già madri di famiglia e mediamente di età compresa tra i 30 e i 45 anni, che decidono di lasciare il posto fisso oppure la vita da mamma-casalinga per mettere in pratica fuori casa, con attività commerciali, quanto hanno imparato dalla quotidiana gestione di una famiglia.
DAGLI STATI UNITI ALL’EUROPA
In America il fenomeno viene definito «mom power». In Europa si è preferita la versione francesizzata, Mom-preneur, letteralmente «mamma imprenditrice»: il simbolo della madre che aspira a una migliore conciliazione tra vita privata e attività professionale, che non vuole essere schiava dei rigidi orari di ufficio ma nemmeno rinunciare alla propria identità di donna che lavora. Negli Stati Uniti ci sono mompreneur venerate dalle aziende, donne come Maria Bayley, mamma di tre figli, che ha costruito un impero su siti online che consigliano prodotti e accessori per bambini. E qualche esempio da seguire sta cominciando ad apparire anche da noi,
UN FENOMENO IN CRESCITA
In Italia il fenomeno è ancora agli inizi, ma promettente, perché se è vero che non esiste uno studio di settore dedicato alle mompreneur, qualche indicazione arriva, per esempio, dai dati sull’apertura di partite iva, necessari per l’avvio di un’attività in proprio: rispetto allo scorso anno, l’incremento di quelle con titolari femminili è pari all’11%, con picchi nella città di Milano dove sono ben 58 mila le imprese individuali femminili per un fatturato di quindici miliardi di euro l’anno.
TUTTA COLPA DELLA CRISI
«Molte donne, per non rimanere inoccupate, hanno dovuto reinventarsi un lavoro in proprio mentre altre, che magari avevano deciso di rimanere a casa dopo la nascita dei figli, si sono trovate nella situazione di dover contribuire al bilancio familiare», spiega Patrizia Eremita, milanese già manager in una banca internazionale di affari e fondatrice del portale Mammaelavoro.it, focalizzato su formazione, consigli e network per tutte le madri che lavorano.
IDENTIKIT DELLA MOMPRENEUR
Si calcola che, a oggi, ci siano circa un milione di madri che si sono messe in proprio dopo la nascita del primo o del secondo figlio per lanciare attività imprenditoriali, medio o piccole, utili a una miglior conciliazione vita/lavoro. Di che cosa si occupano? Un po’ di tutto: con la creatività come denominatore comune. Molte hanno aperto siti di e-commerce di prodotti per bambini (abbigliamento, scarpe, corredini), altre propongono design e arredamento, c’è chi si è specializzata nell’importare dall’estero prodotti nuovi (ad esempio giochi educativi o accessori da viaggio), chi nel coach per mamme, chi ha aperto attività rivolte alle famiglia, nidi o agenzie di babysitting o ludoteche, chi è diventata cake-designer oppure animatrice qualificata per feste di bambini.
UN CAMBIO DI VITA RADICALE
Spesso diventare mompreneur comporta un radicale cambio vita, come è successo a Gabriella Murania, milanese di origine siciliana e due figli piccoli. «Oggi sono creatrice di gioielli, ma prima facevo l’impiegata. Non ero felice né soddisfatta: ho sempre amato i gioielli, giocare con gli oggetti e le loro forme. Ho deciso di prendere questa passione sul serio e ho frequentato i corsi della Scuola Orafa Ambrosiana di Milano. Nel 2006 è nata Gamura, la mia linea di gioielli, originali, ideati da me con svariati materiali: ho lasciato il lavoro fisso e ho investito in questa piccola impresa personale anche partecipando a molte fiere. Ho rischiato ed è andata bene: grazie al web mi sono fatta conoscere e apprezzare, specie all’estero, e i miei prodotti vendono. È faticoso gestire la famiglia e una piccola impresa creativa, che si nutre delle mie energie mentali e anche di quelle fisiche visto che faccio tutto a mano, ma ora posso dire di essere felice».
IMPROVVISAZIONE? NO GRAZIE
Per chi desidera mettersi in proprio, una raccomandazione: non ci s’improvvisa mompreneur. Servono volontà, una buona idea, tanto lavoro ma anche un business-plan, un progetto economico sostenibile, un’attenta analisi dei costi e dei ricavi, una previsione seria sul cosiddetto break-even, cioè il momento in cui si pareggiano gli investimenti con i ricavi.
Difficile? Non per forza. Ci si deve far guidare, magari da un commercialista esperto nelle prime fasi o da qualche consulente della Camera di Commercio o dell’Unione Artigiani (ogni provincia ha una sede). Per cominciare a progettare sul serio, è appena uscito un e-book, un vademecum per le mamme che vogliono fare impresa. Mamma e lavoro oggi. Le mompreneur, edito da 40k acquistabile a meno di un euro anche su Amazon. Consigli, tanti suggerimenti pratici e una serie di testimonial, come Gabriella, che raccontano le loro storie.

 

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