Tendenze

Tecnologia, 5 modi per usarla al meglio

di Valentina Cameli
Inutile temerla o demonizzarla. Aiuta i bambini a crescere e a imparare.
Bit Bum Bam. L'iniziativa du

Bit Bum Bam. L’iniziativa di Ing Direct per promuovere progetti educativi digitali.

Basta con gli schemi culturali del passato. Con i pregiudizi e con i ridondanti «quando ero piccolo io queste cose erano impensabili» oppure «altro che computer noi sì che sapevamo studiare e giocare». Cari genitori, convincetevi una volta per tutte che i bambini di oggi nascono nella tecnologia, ci vedono usarla tutti i giorni e a volte sanno persino maneggiarla meglio di noi. Non ha senso, quindi, demonizzarla e considerarla uno strumento diseducativo e di isolamento. La tecnologia fa parte del futuro, è una forma di creatività e va stimolata in quanto importante mezzo al servizio dell’educazione.

NIENTE PREGIUDIZI
Quante volte nonni e genitori si impressionano davanti a un bambino che maneggia abilmente schermi touch o cellulari, quante domande e quanti scrupoli rispetto al concedere o meno qualche ora davanti al computer. È ora di guardare avanti e convincersi che la tecnologia, promossa in modo responsabile e consapevole, permetterà agli adulti di domani  e anche ai loro insegnanti  di ampliare gli orizzonti di apprendimento abbattendo diversità di lingua, cultura o abilità.
I dati, d’altronde, lo confermano: dall’indagine ISTAT del 2012 Cittadini e nuove tecnologie emerge che in Italia la percentuale dei bambini, dai 6 ai 10 anni, che utilizza Internet è pari al 40,7%. Un dato in continuo aumento che si accompagna a un drastico abbassamento dell’età in cui i bambini iniziano ad interagire con la tecnologia.
PROGETTI EDUCATIVI DIGITALI
È su questi presupposti che è nata l’iniziativa BitBumBam, il concorso di idee promosso da Ing Direct, prima banca online in Italia, in partnership con iStarter, Tykli e La Fabbrica, con l’obiettivo di individuare e sostenere  progetti educativi in versione digitale. Lanciato a settembre, il concorso ha visto arrivare da tutta Italia oltre 300 nuove infrastrutture, declinate in tre aree di pertinenze (tecnologia per crescere, per integrare, per imparare), dedicate ai bambini da 0 a 10 anni con l’obiettivo di aiutarli nell’apprendimento.
LimVTouch, un dispositivo portatile che consente di trasformare ogni superficie in schermo touch, I Blocchetti Intelligenti, una sorta di mattoncini Lego dotati, però, di blocchi motore e sensore e Le Pinoparole, un’applicazione al servizio dei bambini con Disturbi Specifici del Linguaggio e di alunni stranieri. Questi i tre finalisti, uno per categoria, proclamati a Milano il 19 novembre, selezionati prima dal popolo di Internet e poi da una giuria di esperti. Due mesi, 5mila euro e un servizio di mentorship da parte di iStarter, incubatore e acceleratore di business, li aiuteranno a completare il progetto e presentarlo in occasione del Safer Internet Day, l’11 febbraio 2014, quando verrà decretato il vincitore che si aggiudicherà ben 25mila euro e il sostegno di iStarter per altri sei mesi. «Fedeli alla nostra visione di banca che crede nei fatti, puntiamo da sempre sulla tecnologia», sottolinea Sergio Rossi, Direttore Marketing e Comunicazione di Ing Direct, «perciò  anche quest’anno abbiamo scelto di agire concretamente, finanziando la realizzazione di un’idea in grado di apportare un miglioramento reale nella vita di tutti, a partire dalle nuove generazioni”.

PinoParole. Uno dei progetti selezionati da Bit Bum Bam.

PinoParole. Uno dei progetti selezionati da Bit Bum Bam.

MAI DA SOLI
Colmare il gap tra vecchi e nuovi stili di vita e apprendimento. Accettare la tecnologia in quanto parte integrante del futuro e non come strumento da limitare. È questa la chiave per il futuro educativo dei bambini. Parola di Paolo Ferri, docente di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie didattiche dell’università Milano Bicocca, secondo il quale i genitori devono abbandonare le proprie paure e rispettare l’alto livello di competenza dei propri figli, i cosiddetti nativi digitali. «Un errore che si fa molto spesso è non guardarli, non osservare cosa fanno e come si impossessano della tecnologia», spiega Ferri che ovviamente invita alle dovute accortezze: «L’importante è non lasciarli da soli».
Accettazione e fiducia. Sono queste, dunque, le nuove parole d’ordine per genitori e insegnanti riguardo al futuro educativo dei propri ragazzi. Perché la tecnologia non è una cattiva maestra e costruire con essa un rapporto sano e costruttivo è possibile. Proprio da Paolo Ferri arrivano cinque consigli per farlo.

  1. Consentire un utilizzo libero di Internet (al netto del parental control). È  importante che anche i più piccoli imparino a conoscere il web affiancati dai genitori che devono salvaguardarli dalla visione di immagini e contenuti non adatti a loro.
  2. Stare con i bambini quando navigano e usano la tecnologia. Il miglior modo di insegnare è dare l’esempio. Se genitori e insegnanti usano in modo costruttivo la tecnologia lo faranno anche i bambini.
  3. Videogiocare insieme fa bene. Tecnologia vuol dire anche videogioco. Spesso l’apprendimento tramite il gioco è molto rapido ed efficace. Anche in questo caso l’esempio dell’adulto aiuta il piccolo a interfacciarsi in modo intelligente, senza eccessi.
  4. Gli schermi sono degli occhiali. Sono una protesi, una sorta di sesto senso dei nativi digitali, una naturale estensione dei sensi.
  5. Internet aiuta. È una fonte ricca di informazioni in grado di nutrire la curiosità dei bambini e di rendere maggiormente reali le nozioni che imparano a scuola.

 

 

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , , , , Data: 26-11-2013 01:36 PM


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