Empatia

Più carezze, più autostima

di Valentina Cameli
Fin da bambini i tocchi amorevoli contribuiscono ad aumentare la sicurezza individuale.
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Le carezze sono fondamentali sin dalla nascita. Aiutano l’autostima del piccolo.

Che carezze e coccole siano un toccasana, è cosa nota. Spesso però se ne ignorano i benefici a lungo termine e il ruolo psicologico. Un recente studio britannico, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology, rivela che i contatti amorevoli invierebbero dei segnali positivi al cervello aiutando ad aumentare la sicurezza interiore e contribuendo a generare una migliore immagine individuale. In pratica più carezze si ricevono, più aumenta l’autostima.

LE COCCOLE CHE FANNO BENE
La ricerca ha coinvolto una cinquantina di adulti dimostrando che un tocco affettuoso e quindi ricevuto da una persona amata, gioca un ruolo cruciale nello sviluppo della percezione del sé.
Passo successivo degli studiosi: valutare se l’assenza di questo tipo di segnali sociali, come le carezze affettuose di un genitore nei confronti del proprio bambino, possa causare difficoltà nella costruzione dell’idea che il piccolo ha di sé. LetteraDonna.it ne ha parlato con un’esperta: «È da tempo dimostrato quanto la necessità di essere accarezzati e rassicurati con dolcezza sia per i bebè un bisogno vitale», afferma Angela Dinoia, ostetrica in libera professione a Milano, esperta in tecniche di massaggio al neonato nel dopo parto e formatrice allattamento al seno OMS e Unicef, «dall’istante in cui vengono al mondo iniziare a toccarli, accarezzarli, cambiarli con amore, tenerli stretti a sé, attiva in loro un’abbondante produzione di alcune endorfine, di ossitocina (il cosiddetto ormone dell’amore), di catecolamine e di altre sostanze che portano a una sensazione di profondo benessere. Con la ripetizione regolare di questi comportamenti i neonati interiorizzano un modello di accudimento salutare».

IL CONTATTO RASSICURA
I piccoli hanno bisogno di essere rassicurati per alleviare il senso di abbandono provato al momento della nascita, quando si ritrovano all’improvviso in un ambiente completamente nuovo. «Il parto è un momento di passaggio fondamentale per il bambino, soprattutto dal punto di vista sensoriale», spiega Dinoia, «tutto è forte e amplificato: dai rumori alle tante persone che li circondando, dagli ambienti troppo pieni di stimoli alle pratiche fastidiose cui sono sottoposti in ospedale durante le prime visite. Va da sé che il bebè ha bisogno di ricevere conforto. Ed è proprio il contatto che gioca un ruolo fondamentale».

L’APPROVAZIONE NON SI DELEGA
Non è mai troppo presto, quindi, per mettere in pratica questi rituali affettuosi. Annoverare le carezze e i contatti di mamma e papà tra i bisogni vitali come il mangiare e il dormire pone una prima base per formare la persona che il bebè sarà.
D’altronde questa necessità non si esaurisce nelle prime settimane di vita, ma prosegue, naturalmente in altre forme e occasioni, per molto tempo.
È importante, quindi, che i genitori abbiano ben presente quanto una carezza o una coccola trasmettano un messaggio importantissimo di presenza e di conferma che non si è mai soli.
Fondamentale, in tal senso, che sia proprio il genitore a veicolare queste sensazioni. Spesso, infatti, l’accudimento dei figli viene delegato ad altre figure che non è detto trasferiscano analoghe conferme. L’approvazione di mamma e papà è notoriamente indispensabile per i bambini e contribuisce ad aumentarne la sicurezza interiore. «Credo che l’aumento dell’autostima individuale sia una conseguenza implicita», conclude con convinzione Angela Dinoia «che io sia grande o piccolo la carezza mi conferma che mi vuoi bene e soprattutto che vado bene. Dunque la regolarità dei tocchi amorevoli mi fa pensare che mi ami e che sono degno di essere amato. Tutte rassicurazioni che ricerchiamo sempre, anche da molto cresciuti».

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Publicato in: Figli, Gravidanza Argomenti: , Data: 20-11-2013 03:38 PM


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