CRESCITA

Il gioco aiuta a relazionarsi con gli altri

Crea e fortifica le amicizie. Aiuta a conoscere il mondo. E capirne le regole.
Il bambino cresce e comunica attraverso il gioco.

Il bambino cresce e comunica attraverso il gioco.

Settembre è stato il mese di Nativity, un viaggio nella salute, benessere e tutela del bambino con l’aiuto degli specialisti della Società Italiana di Pediatria. Una tre giorni di incontri e workshop per avvicinare le famiglie italiane ai progressi della medicina infantile. Uno dei convegni più interessanti si intitola ‘I giochi di strada migliorano la socialità dei bambini’. Al centro del dibattito, i parco giochi e la concezione del parco giochi nel nostro Paese.
MANCA LA CULTURA DEL PARCO GIOCHI
«In Italia manca la cultura del parco giochi», ha raccontato Maria Evelina Franzoni, autrice del blog playgroundaroundthecorner. «Lì il bambino fa giochi di movimento e inventa storie e personaggi. Usa l’immaginazione per creare. In un parco giochi un bambino impara a conoscere i suoi limiti e le sue capacità. Se le strutture sono banali, il bambino smette di ‘metterci la testa’. Soluzioni e costruzioni devono essere messe nei parco giochi: i bambini devono pensare a come salire, non avere i classici gradini o cordi, devono poter fare movimenti diversi per percorrere lo stesso percorso».
LE RELAZIONI CON GLI ALTRI BAMBINI
In questo modo, il bambino è più attento e calibra i movimenti. In un parco il bambino si relaziona con gli altri bambini, la sabbia, ad esempio, piace a tutti: «Stimola il gioco, l’immaginazione e spinge a giocare insieme. Il parco giochi deve essere stimolante sia d’estate sia d’inverno. Se viene fatto su terreno non è fruibile con la pioggia. Bisognerebbe pensare al parco giochi per investire sul nostro futuro e dare un’immagine dell’Italia migliore».
IL VALORE DIDATTICO DEL GIOCO
Nel convegno c’è stato modo di parlare anche del ‘gioco’, «fattore strategico  soprattutto nella didattica e nella vita del bambino», ha sottolineato Michelina Buonocore, docente scuola dello sport Lazio. «Il bambino nasce e cresce giocando. Nel gioco trova la sua dimensione, parafrasa valori, simboli e modelli. Con il gioco inizia la sua conoscenza del mondo in base alla sua visione. Anche se giocano allo stesso gioco, i bambini non hanno infatti la stessa visione del mondo». Il gioco, inoltre, crea e rinforza i legami di amicizia, favorisce l’integrazione e l’accettazione delle regole e la creazione di tattiche e strategie per raggiungere un obiettivo.
LA PSICOMOTRICITÀ È UN LINGUAGGIO COMUNE
Senza contare che, spiega l’esperta,  che «la psicomotricità è un linguaggio comune e comprensibile a tutti. Il gioco motorio punta all’educazione del corpo, all’educazione degli affetti (senso di lealtà, rispetto, appartenenza al gruppo), all’educazione della mente (sfide cognitive). Il gioco interviene sull’apprendimento delle abilità scolastiche. Il gioco motorio è un’esperienza altamente formativa, capace di coinvolgere tutte le aree della personalità».

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , Data: 26-09-2013 06:57 AM


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