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Candida, allarme in gravidanza

di Alma Pantaleo
L'infezione colpisce soprattutto le future mamme. I consigli di due esperti per prevenirla. E curarla.
Candida. La candida è una infezione vaginale che interessa soprattutto le donne in gravidanza. (Thinkstock)

Candida. La candida è una infezione vaginale che colpisce il 75% del gentil sesso e interessa soprattutto le donne in gravidanza. (Thinkstock)

Fastidiosa e frequente, si calcola che il 75% del gentil sesso ne sia stato colpito almeno una volta nella vita. Parliamo della candida, un’infezione molto odiata da noi donne e che spesso genera ansie e preoccupazioni in chi è in dolce attesa. Nel 90% dei casi l’infezione è dovuta a Candida albicans. Nel 10% dei casi può essere dovuta a un infezione da  Candida Glabrata e/o Tropicalis. In linea generale, esistono particolari condizioni che facilitano l’infezione: alti livelli di glucosio nel sangue, come nel caso di diabete mellito e/o terapie antibiotiche – cortisoniche, specie se prolungate. Tutte quelle situazioni che determinano una riduzione delle difese immunitarie.
PREDISPOSTE SE INCINTA
Ma è in un particolare momento della vita che le donne sono particolarmente esposte al pericolo di contrarre l’infezione fungina: la gravidanza. Questo perché «l’aumento degli estrogeni circolanti – spiega Luca Valsecchi, responsabile dell’unità funzionale di Ostetricia del San Raffaele di Milano – e la deposizione in vagina di substrati favorevoli alla crescita dei funghi come il glicogeno. La candida – specifica – è presente in circa il 40% delle vagine di donne in gravidanza, una percentuale doppia rispetto alle donne non gravide». Non è affatto cosa nuova, infatti, che molte donne abbiano il primo episodio o una recidiva di infezione proprio durante la gravidanza.
I SINTOMI E LA DIAGNOSI
I sintomi della candida sono, inizialmente, prurito più o meno intenso e leucorrea (perdite biancastre, non maleodoranti). In fase acuta questi disturbi possono associarsi a bruciore con arrossamento vulvare ed edema localizzato. «L’approccio più razionale per la diagnosi di candidiosi vulvovaginale – spiega Massimo Candiani, direttore dell’Unità operativa di Ginecologia dell’ospedale San Raffaele di Milano – consiste nell’associare alla valutazione clinica e alla presenza di fattori predisponenti anche i risultati ottenuti mediante l’esame batterioscopico estemporaneo, esami colturali di laboratorio (tampone vaginale) e la misurazione del ph vaginale».
I RISCHI PER LA GRAVIDANZA
Per quanto riguarda i tanto temuti “effetti collaterali” durante la gestazione è necessario stare attente all’insorgenza dei sintomi ma non è il caso di allarmarsi: «Fortunatamente – spiega Luca Valsecchi – non sembra che la presenza di candida in gravidanza aumenti il rischio di problemi come l’aborto o il parto prematuro. In assenza di sintomi (bruciori, prurito e perdite bianche caseose) – aggiunge il ginecologo – non è quindi indicato eseguire tamponi vaginali o trattamenti antimicotici. Il trattamento antimicotico è indispensabile per l’infezione sintomatica e può prevedere l’utilizzo di quasi tutti i preparati topici, sotto forma di ovuli, candelette o creme vaginali». Dello stesso avviso Massimo Candiani che specifica: «Sono stati descritti casi di parto prematuro e infezioni neonatali (mughetto) in neonati nati da madri affette da candida che però non erano state trattate nel corso della gravidanza».
OCCHIO A CIBI E INDUMENTI
Ma quali sono i rimedi e le precauzioni da prendere per affrontare al meglio questa fastidiosa infezione durante il periodo delicato della gravidanza? La parola al ginecologo Candiani: «In gravidanza si possono attuare delle strategie che possono prevenire l’insorgenza e la recidiva delle infezioni. Primo step è l’alimentazione. È consigliabile – spiega – ridurre l’assunzione di tutti i prodotti fermentati (lieviti), di carboidrati, alcool, dolci, formaggi e quantità eccessive di zuccheri. Recenti studi hanno evidenziato l’utilità di assumere sostanze probiotiche, che creano una barriera biologica sulla mucosa  vaginale». Occhio anche all’abbigliamento: «Poiché la candida prolifera in ambiente caldo umido – aggiunge l’esperto – è consigliato evitare di indossare indumenti troppo aderenti, di indossare a lungo costumi bagnati, preferire biancheria in cotone rispetto a quella sintetica».
LE TERAPIE MIRATE
È consigliabile, inoltre, trattare tutte le infezioni per evitare possibili complicazioni. «Da recenti studi – spiega a Letteradonna.it lo specialista – si è notato che oltre a ridurre significativamente il tasso di mughetto e dermatite da pannolino nei neonati nati da madri trattate, la terapia con  imidazolici riduce il tasso di nascite pretermine rispetto a donne che non hanno eseguito alcun trattamento.». Sulla stessa lunghezza d’onda Luca Valsecchi secondo cui: «il trattamento antimicotico è indispensabile per l’infezione sintomatica e può prevedere l’utilizzo di ovuli, candelette o creme vaginali. Controindicati – conclude – sono gli antimicotici orali, come il fluconazolo, comunemente utilizzati per il trattamento delle candidiasi al di fuori della gravidanza».

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