ALLARME

La tecnologia spegne il cervello dei piccoli

Sui dispositivi si impara un vocabolario ridotto. Che sostituisce (spesso) il dialogo con i genitori.
Spetta ai genitori usare il buon senso per determinare il corretto uso dei device tecnologici in mano ai figli.

Spetta ai genitori usare il buon senso per determinare il corretto uso dei device tecnologici in mano ai figli.

Nell’era 2.0, che ha preso il sopravvento anche tra i più piccoli, il timore degli esperti è chiaro: i bambini che utilizzano spesso il computer, l’iPad, i telefonini e che inviano spesso messaggi di testo ed e-mail rischiano di avere un vocabolario molto ridotto. I nostri cervelli sono infatti cablati per imparare nuove parole sentendole pronunciare dagli altri nelle conversazioni di tutti i giorni.
UNA RISTRETTA CERCHIA DI PAROLE
Imparare, dunque, attraverso smartphone, tablet e computer, invece di ascoltare insegnanti e genitori, significa che i più piccoli non ascolteranno una vasta gamma di parole. Gli specialisti ritengono che la tradizione orale della trasmissione di conoscenze venga quasi «eliminata» e che i bambini stiano trascorrendo troppo tempo a guardare gli schermi.
«ABBIAMO MENO TEMPO PER PARLARE»
Marco Catani, che lavora presso l’Istituto di Psichiatria del King College di Londra, ha dichiarato: «Abbiamo meno tempo per parlare con i nostri figli e loro imparano dai dispositivi. Si tratta di apprendimento da strumenti che utilizzano il canale visivo piuttosto che uditivo e quindi, rispetto alle generazioni precedenti, è probabile che i bambini conosceranno mediamente meno parole».
DISTURBI PSICOLOGICI E FISICI
Non solo difficoltà di apprendimento, l’uso smodato di device tecnologici, metterebbe a rischio la salute psicofisica. Lo dicono le ricerche effettutate dagli esperti sul rapporto tra bambini e tecnologia mobile, non soltanto per quanto riguarda la salute fisica, su cui ancora ci sono pareri fortemente discordanti ma che comunque mettono in guardia da un utilizzo troppo frequente soprattutto da parte dei minori, bensì a livello psicologico. Secondo una notizia battuta dalle principali agenzie di stampa nazionali e internazionali, il numero di bambini inglesi che vieno portato da uno psicologo per problemi di dipendenza da smartphone o tablet è in vertiginosa crescita.
COMPORTAMENTI COMPULSIVI
Tra le ultime vicende comparse sulle prime pagine dei giornali, una bambina di quattro anni in cura per «comportamento compulsivo verso il suo iPad». Una storia ai limiti dell’assurdo, che sta facendo discutere e riflettere sul tema. E in Italia? Nella nostra Penisola, i piccoli si avvicinano in ritardo alle nuove tecnologie, soprattutto per la presenza di un digital divide che non consente ad un’ampia fascia di popolazione di accedere alla Rete. Ma gli utilizzatori di dispositivi mobili, anche qui, hanno un’età media sempre più ridotta.
USARE IL BUON SENSO
Un fenomeno che potrebbe causare una vera e propria emergenza sociale nel giro di pochi anni, secondo diversi studiosi, ma che può essere arginato con un po’ di buon senso e un «maggiore controllo da parte dei genitori», gli unici in grado di educare i propri figli ad un utilizzo consapevole dei mobile devices.

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , , Data: 26-07-2013 11:59 AM


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