DIFFERENZE

I libri di scuola discriminano le donne

Sterotipi di genere già presenti sui testi di quarta elementare. Lo dice una ricerca.
Le discriminazioni di genere allontanano la società da una visione di pari opportunità.

Le discriminazioni di genere allontanano la società da una visione di pari opportunità.

Le discriminazioni di genere – quelle tra uomini e donne – tanto evidenti e odiate nella società adulta, hanno radici ben più lontane, che si sviluppano già sui banchi di scuola. E hanno inizio sui libri delle elementari. Un’analisi condotta da Irene Biemmi, ricercatrice presso il dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Firenze, ha cercato di indagare sulla questione.
LE DONNE SONO SOTTORAPPRESENTATE
Dai primi dati è emerso che le femmine sono sottorappresentate (per 16 protagonisti di sesso maschile, ce ne sono 10 di sesso femminile); il 70% dei maschi lavora, contro il 56% delle donne. Inoltre, le professioni riservate ai rappresentanti del genere maschile sono numerose – circa 50 – e molto varie – dal marinaio al dottore, all’esploratore, al mago, fino allo scrittore – mentre le donne possono scegliere solo tra 15 mestieri, soprattutto di carattere domestico. Per non parlare degli aggettivi riservati al genere femminile: da invidiosa a pettegola, da premurosa a paziente, tenera, comprensiva, angosciata, apprensiva, silenziosa. Per quanto riguarda gli uomini, figurano: orgoglioso, onesto, coraggioso, minaccioso, egoista, duro, libero, audace.
DIFFERENZE ICONOGRAFICHE TRA MASCHI E FEMMINE
Anche a livello iconografico saltano all’occhio evidenti differenze: i protagonisti maschili vengono più spesso inseriti in contesti aperti, mentre quelli femminili sono ritratti, la maggior parte delle volte, in luoghi chiusi, in casa, a curare il proprio aspetto, a svolgere lavori domestici o a giocare con le bambole. Un quadro piuttosto deprimente, ben lontano da tutti i bei discorsi sulle pari opportunità. Se pensiamo poi che la discriminazione nasce già sui banchi di scuola, quando gli individui stanno affrontando un momento delicato della propria esistenza, in cui avviene lo sviluppo psicologico e sociale, la situazione diventa drammatica.
UN’INIZIATIVA PER CAMBIARE
A tal proposito, l’insegnante e giornalista Mila Spicola ha promosso una petizione per inserire nei libri di scuola la storia di Franca Viola, la giovane donna che nel 1966 denunciò, per la prima volta in Italia, di aver subito uno stupro. Un pretesto per avviare azioni importanti con lo scopo di inserire le politiche di genere nei programmi scolastici e nelle metodologie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un Commento

*