CURE DOLCI

La depressione post partum

di Nadine Solano
Il contatto tra madre e figlio è la soluzione. Perché produce l'ormone. A dirlo una ricerca Usa.

La depressione post partum può essere curata con la terapia naturale del contatto tra madre e figlio.

La maternità, al di là della retorica e dei luoghi comuni che la celebrano, può essere un’esperienza pesante. Le nuove responsabilità, sommate allo sconvolgimento degli ormoni femminili, diventano un fardello difficile da sopportare soprattutto al termine della prima gravidanza.
BABY BLUES, DISAGIO INTERIORE
Sono tante le neo mamme (la percentuale è fra il 50 e l’84%) che, mentre si adattano al nuovo ruolo, sperimentano il cosiddetto ‘baby blues’: un disagio interiore che si traduce in sbalzi d’umore, facile tendenza al pianto, tristezza, ansia, perdita di concentrazione. In genere comincia subito dopo il parto che si esaurisce gradualmente nel giro di un paio di settimane.
IL PERICOLO DELLA DEPRESSIONE POST PARTUM
Più grave è invece la depressione post partum vera e propria, che colpisce circa il 14% delle madri: alle stesse manifestazioni del baby blues si aggiungono disturbi alimentari, alterazioni dell’umore, senso di inadeguatezza e fastidio nei confronti del bambino che è esposto al rischio di sviluppare difficoltà cognitive e comportamentali e malesseri fisici. La depressione post partum insorge durante la terza-quarta settimana dopo il parto e può durare anche diversi mesi.
NIENTE FARMACI, LA SOLUZIONE È IL CONTATTO
Questa patologia si cura generalmente con il ricorso a farmaci e interventi di psicoterapia. Secondo un recente studio statunitense, però, esiste anche una terapia alternativa: il contatto pelle a pelle tra la madre e il bambino. La ricerca è stata effettuata su un gruppo di donne che hanno stabilito tale contatto per almeno 6 ore nella prima settimana di vita del figlio, seguite da 2 ore nel mese successivo; e su un altro gruppo che invece non ha creato la medesima vicinanza: ebbene, nel primo i sintomi di depressione sono risultati minori.
VIA LIBERA ALL’ORMONE DELL’AMORE
Il contatto pelle a pelle giova pure al neonato, aiutandolo a soddisfare il bisogno di contatto umano, ancora inconscio, e rafforzando il legame con la madre. Per entrambi c’è una bella dose di ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”, prodotto dal nostro organismo proprio in relazione ai rapporti affettivi e collegato anche all’autostima e al buonumore.
RIDUZIONE DEL PIANTO INFANTILE
E non è tutto: secondo un altro studio pediatrico, il contatto pelle a pelle per circa tre ore al giorno riduce del 43% i pianti infantili. Il neonato, inoltre, prende sonno più facilmente e dorme più a lungo. Ciò significa un minore carico di stress per la madre e la possibilità di riposare di più, anche per lei. E questo, per tutte le madri, è la medicina migliore per affrontare con l’umore giusto il grande impegno quotidiano.

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Publicato in: Post parto Argomenti: , , , Data: 01-03-2013 01:44 PM


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