L'INTERVISTA

Adolescenza, istruzioni per l'uso

di Margherita Gamba
Voglia di evadere e paura di lasciare il nido. L'età critica protagonista del nuovo libro di Tucci.

L'ultimo libro di Maurizio Tucci sull'adolescenza.

Tra romanzo e realtà, pescando dalla cronaca per riuscire a delineare un quadro degli adolescenti di oggi. Un mondo duro, cinico, spesso angosciante, caratterizzato da uno sviluppo psicologico-emozionale che, spesso, non procede di pari passo con i mutamenti fisici.
L’ADOLESCENZA, UN  PERIODO DIFFICILE
Il mondo dei giovanissimi è un mix intricato di sentimenti e atteggiamenti poco decifrabili. Abbiamo scavato più a fondo grazie all’aiuto di Maurizio Tucci, giornalista e studioso delle dinamiche legate al mondo giovanile da oltre 15 anni. Nel suo ultimo libro Scusa, mondo  ha affrontato il bullismo e l’amore, passando per l’autolesionismo e il rapporto con i genitori. Fino al suicidio. Comportamenti borderline insieme ad altri più comuni che i ragazzi devono necessariamente affrontare, tra i 13 e i 17 anni, per affacciarsi nell’età adulta. Un confine molto sottile tra dipendenza e indipendenza in cui coesiste il legame con la famiglia ma anche la voglia di spiccare il volo.
DOMANDA. Nel corso di questa delicata transizione, quanto conta il supporto dei genitori?

RISPOSTA. È fondamentale che alle spalle del figlio ci sia una struttura parentale solida. Un modello da seguire, che trasmetta sicurezza e stabilità. È importante che i genitori prestino attenzione. Ma senza esagerare.
D. In che senso?
R. Gli adolescenti hanno bisogno di sperimentare. E anche di sbagliare. Gli errori fanno parte del processo di crescita. L’iperprotettività preserva i ragazzi dalle delusioni ma non li prepara ad affrontare le difficoltà del mondo esterno.
D. Dunque non hanno una percezione esatta della realtà?
R. Sono abituati a non sentirsi dire mai di no. In famiglia, molto spesso, ottengono ciò che desiderano. Subito. Non si allenano a farsi valere. Nella società non funziona in questo modo: subiranno tante frustrazioni che non saranno in grado di fronteggiare perché privi della struttura adeguata.
D. Forse, rispetto a 10 anni fa, sono cambiati gli adolescenti…

R. Credo che siano sempre gli stessi. In realtà, è mutato il panorama che li circonda. La scuola, così come gli insegnanti, sono stati svalorizzati per volere della classe politica.
D. È innegabile, però, che ci sia stata una precocizzazione degli atteggiamenti.
R. Questo è indubbio. Il corpo – e parlo soprattutto della regazze – viene percepito in modo errato. I cambiamenti fisici, spesso, non vanno di pari passo con la crescita mentale. E questo genera una distorsione.
D. In che senso?
R. Il fisico viene usato erroneamente come arma di seduzione. Un metodo per sentirsi qualcuno. Ma anche  – e soprattutto – per trasgredire.
D. Sarà per questa ragione che è sempre più d’attualità il tema della prostituzione soft giovanile?
R. In realtà è un fenomeno minoritario. Certo, esiste. Ma spesso è solo un atteggiamento di sfida. Non c’è intenzionalità sessuale. Nè la necessità di guadagnare dei soldi.
D. In questo processo, che ruolo hanno i media?
R. Purtroppo hanno una grande influenza. Le fiction e le trasmissioni propongono modelli deleteri. Modelli che gli stesso genitori seguono. Va di moda il “genitore-amico”, quello con cui poter parlare di tutto. Come se fosse un compagno di classe. Quello che gioca con i videogames. Quello che vuole vestirsi da ragazzino. E quello che passa ore a chattare sui social network.
D. A proposito di internet, quanto influiscono sul processo di crescita Facebook e Twitter?
R. Tutto deve essere utilizzato con moderazione. E in modo corretto. I social network non vanno sicuramente demonizzati. Non sono dei nemici. Anzi. Molte volte servono per fortificare le relazioni.
D. Quanto conta nell’adolescenza sentirsi accettati dai coetanei?

R. Far parte di un gruppo rappresenta una conquista: se vieni accettato dai tuoi pari, capisci di avere le carte in regola. C’è un forte senso di appartenenza. Un legame talmente stretto che spesso il singolo si spersonalizza a favore di un’identità comune. Ma alla base deve comunque esserci la fiducia in se stessi.

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Publicato in: Adolescenza, Educazione, Figli Argomenti: , , , Data: 04-02-2013 12:26 PM


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