RICERCA SORPRENDENTE

Il feto ti ascolta (e apprende)

di Margherita Gamba
Nelle ultime 10 settimane riesce a sentire la voce della mamma. E impara i primi termini.
Il bimbo apprende le prime parole quando è nel ventre materno.

Il bimbo apprende le prime parole quando è nel ventre materno.

C’è chi inizia a formulare alcune parole nel primo anno di vita e chi, invece, ci impiega più tempo. Niente paura. Ogni bimbo ha i propri tempi. Ma sappiate che i primi termini vengono appresi quando sono ancora nel ventre materno. La sorprendente scoperta, effettuata da un team di ricercatori dell’Università di Washington, è stata pubblicata sulla rivista Acta Paediatrica. Si tratta di un processo cognitivo molto complesso: naturalmente non sarà in grado di ripetere le parole appena nato.
RICONOSCONO I SUONI DELLA LINGUA D’ORIGINE
Però, ‘ascoltando’ il linguaggio della mamma, il bambino sarebbe in grado di apprenderlo. A guidare la ricerca, Patricia Kuhl, direttrice dell’Insitute for Learning & Brain Sciences. L’esperta ha dimostrato inoltre che i neonati riescono a riconoscere i suoni della propria lingua di origine, distinguendoli da quelli di un idioma straniero. I meccanismi sensoriali e cerebrali si sviluppano alla 30esima settimana di gestazione.
IL FETO RIESCE A ‘SENTIRE’
E lo studio ha dimostrato che nelle ultime 10 settimane il bambino è in grado di sentire la propria madre parlare. Secondo Patricia Kuhl, «la mamma ha il ‘diritto di prelazione’ quando si parla di influenzare il cervello del bambino. I suoni vocali da lei emessi nei suoi discorsi sono il punto di riferimento più forte e il feto si fissa su questi». I ricercatori statunitensi hanno preso in esame 40 neonati (maschi e femmine) nati da 30 ore, ai quali sono stati fatti ascoltare suoni vocali della loro lingua madre e di una lingua straniera. Il risultato è stato sorprendente: i bebè mostravano maggiore interesse nei confronti della propria lingua. Il grado di interesse è stato calcolato in base a quanto tempo ogni neonato succhiava un ciuccio collegato a un computer. I bambini succhiavano più a lungo mentre ascoltavano una lingua straniera, di meno ascoltando la lingua della propria madre. Christine Moon, una degli autori dello studio e professoressa di psicologia della Pacific Lutheran University di Tacoma, ha spiegato che «questo è il primo studio che fotografa l’apprendimento prenatale dei feti riguardo ai suoni e alla specifica musicalità del linguaggio materno. Si sposta così la misurazione dell’esperienza con i suoni del linguaggio da sei mesi d’età a prima della nascita».
«SCOPRIRE LA MAGIA CHE SCATTA NELLA PRIMA INFANZIA»
Lo scopo, per Patricia Kuhl, è uno solo: «Vogliamo arrivare a scoprire qual è la magia che scatta nella prima infanzia, quando i piccoli sono come spugne. Una magia che sparisce in età adulta. Si tratta di un potenziale che non possiamo sprecare». Questa nuova scoperta, dunque, sorpassa una precedente ricerca condotta da Kathleen Wermke dell’Università di Würzburg (Germania), che aveva dimostrato la capacità dei neonati di apprendere e distinguere le differenze nei suoni dei linguaggi entro i primi mesi di vita. Ora tutto si sposta – e si anticipa – alla vita uterina del bambino.

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Publicato in: Educazione, Figli, Gravidanza Argomenti: Data: 24-01-2013 03:42 PM


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