CURIOSITÀ

Gravidanza, nozze scaccia blues

di Silvia Soligon
Il matrimonio tiene alla larga la depressione post partum. Ma la vera forza delle donne è quella interiore.
Il matrimonio tiene alla larga la depressione post partum.

Secondo uno studio pubblicato sull'American Journal of Public Health, il matrimonio tiene alla larga la depressione in gravidanza e dopo il parto. (Thinkstock)

L’arrivo di un bambino è occasione di gioia, eppure il baby blues, quella malinconia con cui può avere a che fare una mamma dopo il parto, è un fenomeno reale che può addirittura diventare depressione. Accanto ai cambiamenti ormonali anche altri fattori, come la mancanza di sostegno e i conflitti coniugali, possono contribuire a questo disturbo. Un nuovo studio pubblicato sull‘American Journal of Public Health aggiunge un dettaglio a questo quadro, svelando che anche il matrimonio può fare la differenza: le donne sposate affrontano la gravidanza più serenamente e soffrono meno spesso di depressione post partum.
MARITI ANTI-DEPRESSIONE
Lo studio ha analizzato l’incidenza di violenze domestiche, abuso di sostanze e depressione post partum in 6.400 donne canadesi. I dati raccolti hanno svelato che il 10% circa delle donne sposate deve affrontare uno di questi problemi, percentuale decisamente inferiore rispetto al 67% registrato fra le donne che si sono separate o hanno divorziato nell’anno prima del parto e al 35% delle mamme single. A fare la differenza non è, però, il solo fatto di avere un uomo accanto. Le donne conviventi, ma non sposate, che hanno dichiarato di aver avuto a che fare con uno di questi problemi è, infatti, pari al 20%.
STUDI ANCORA IN EVOLUZIONE
Nella realtà canadese, dove il numero di figli nati al di fuori del matrimonio è in crescita, questi risultati sono particolarmente interessanti. Per quanto riguarda l’Italia, secondo l’Istat il 25% dei bambini nati nel 2011 è figlio di genitori non sposati. Meno si sa, invece, circa l’incidenza della depressione nelle mamme che non hanno un marito. «Nella realtà italiana non sono stati fatti studi sistematici di questo tipo», spiega a LetteraDonna.it Cesario Bellantuono, direttore della Clinica Psichiatrica, Azienda Ospedaliera Universitaria di Ancona.
L’IMPORTANZA DELLA FORZA INTERIORE
«Per quanto riguarda la nostra esperienza, se la gravidanza è accompagnata da un entourage familiare ottimale e, soprattutto, se è desiderata da entrambi i genitori, ci sono meno rischi di sviluppare una depressione sia prima del parto, sia nel puerperio. È bene, però, non generalizzare: ci sono donne che hanno ‘risorse interiori’ così forti da riuscire ad affrontare anche situazioni difficili o problematiche. Il problema è quanto il disagio provocato da altri (ad esempio la mancanza di un partner affidabile) è controbilanciato dalla struttura di personalità della donna e dal sostegno psicosociale su cui può contare la neomamma in questa fase della sua vita».
SOSTEGNO ONLINE
Resta il fatto che riconoscere di aver bisogno di aiuto è il primo passo per sconfiggere il problema. Oltre a cercare il sostegno di amici e familiari, le donne possono rivolgersi a centri specializzati nella prevenzione e nella terapia della depressione prima e dopo il parto, come il DEGRA di Ancona, di cui Bellantuono è responsabile. «Attraverso il sito web (www.depressionegravidanza.it) è possibile trovare tutto il materiale informativo e video interviste che spiegano come riconoscere i sintomi del problema».

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Publicato in: Gravidanza, Post parto Argomenti: , , Data: 23-01-2013 01:22 PM


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