COLORI DI GENERE

Giocattoli, quando il rosa stanca

di Francesca Amé
In Gran Bretagna la chiamano pinkification: i giochi dividono troppo i maschi dalle femmine.
I giochi di cucina sono considerati femminili e sono dipinti di rosa. Ma la passione per gli oggetti della casa può essere anche maschile. (Getty)

I giochi di cucina sono considerati femminili e sono dipinti di rosa. Ma la passione per gli oggetti della casa può essere anche maschile. (Getty)

Non è solo una questione di colori. Dietro alle tinte, rosa e azzurro, che tipicamente contraddistinguono i giochi per bambini, si cela qualcosa di più problematico. Da tempo psicologi, neuroscienziati ed educatori riflettono sulla cosiddetta pinkification dell’infanzia, cioè sull’eccesso del rosa che caratterizza qualsiasi prodotto pensato per le bambine. In Inghilterra, a questo proposito, l’associazione Pink Stinks (lett: Il Rosa Puzza! www.pinkstinks.co.uk) ha addirittura lanciato una campagna di boicottaggio contro i giocattoli monocromi, convinta che l’ossessione per il rosa inculchi stereotipi dannosi alle bambine.
UN PROBLEMA ANCHE PER I MASCHIETTI
Il problema riguarda anche i maschietti, ed è bene che le mamme lo sappiano: stando a una recente ricerca americana, il fatto che la cucina, con pentolini, i mestoli e quant’altro sia solitamente rosa, ‘allontanerebbe’ i maschietti dal volerci giocare, privandoli di un naturale interesse per le attività domestiche quotidiane.
I MATTONCINI DI BARBIE
E che dire dell’evoluzione delle costruzioni? Un gioco da sempre ritenuto neutro è diventato da poco tempo appannaggio del rosa. Tanto che anche la Barbie avrà i suoi mattoncini. Per la prima volta negli oltre 50 anni di storia della ‘sua’ biondissima bambola, la Mattel ha introdotto una serie diversa di giochi per bambine. Il colosso americano del giocattolo, che da anni aveva messo sul mercato auto, piscine, ville, ufficio e diversi ambienti per le sue Barbie, ha portato sugli scaffali di questo Natale le prime costruzioni. Si chiamano ‘Mega Bloks Barbie Build’n Style’ e consistono in una scatola di mattoncini da costruzioni, molto simili a quelli del Lego. Ma il fatto non è passato inosservato: tanto da indurre anche il New York Times a dare spazio all’iniziativa, per sottolinearne la bontà.

Mega Bloks Barbie Build'n Style, le nuove costruzioni per bambine di Mattel. (da Internet)

Mega Bloks Barbie Build'n Style, le nuove costruzioni per bambine di Mattel. (da Internet)

MARKETING E NEUROPSICOLOGI
Due i fattori che hanno portato la Mattel a questa scelta di mercato: i mattoncini incontrerebbero meglio i gusti dei papà, in una società come quella americana dove sempre più padri, compresi i single daddy, fanno shopping per i figli. Ma a pesare sono soprattutto i risultati delle moderne ricerche di neuropsicologia, che sottolineano come il gioco della costruzione sia fondamentale per sviluppare le capacità logico-matematiche dei bambini.
I LEGO PER LEI
In realtà, proprio un anno fa, anche la Lego aveva immesso sul mercato un prodotto pensato squisitamente per bambine, dal nome ‘LegoFriends’: è fatto di mattoncini più piccoli, ha colori girly (rosa, viola, fucsia) e ambientazioni femminili (palestra, scuola di danza, atelier). Le protagoniste sono piccole donnine Lego con il vitino da vespa e vestiti alla moda. Alla sua uscita ‘LegoFriends’ fece molto discutere, anche in Italia: in un universo di giocattoli perennemente diviso tra rosa (bambole, accessori per la cucina, perline) e azzurro (macchinine, mostri, armi giocattolo), il Lego pareva l’unico avamposto democratico, uno dei pochi giochi ‘neutri’, da regalare indistintamente a maschi e femmine.
Ma gli esperti avvisano: la ‘genderizzazione’ dei giochi, ossia l’eccessiva suddivisione per genere maschile e femminile, non giova ai bambini di oggi e nemmeno agli adulti di domani. Uomini o donne che siano.

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , , Data: 13-12-2012 01:41 PM


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