LA RICERCA

Allattamento, fa bene a mamme e bimbi

di Veronica Mazza
Livello basso di cortisolo (ormone dello stress) anche se non si dorme con il piccolo.
Il livello di cortisolo resta squilibrato nelle donne che dormono con il proprio figlio appena nato.

Evitare il co-sleeping riduce disturbi nel sonno della madre.

L’allattamento non fa bene sono ai bambini, ma anche alle stesse mamme. Regolando in modo ottimale i loro livelli di cortisolo, chiamato anche l’ormone dello stress. Un recente studio della Northwestern University, presentato al meeting annuale dell’American Public Health Association, ha scoperto che le donne che scelgono di allattare al seno e non fanno dormire nel lettone il loro bambino hanno dei ritmi ormonali giornalieri migliori. La mattina il livello di cortisolo è alto per affrontare con maggiore energia gli impegni, mentre la sera si abbassa per conciliare il sonno. Studi precedenti hanno mostrato come i livelli di cortisolo aumentano durante la gravidanza e diminuisco subito dopo il parto, ma poche ricerche hanno esaminato cosa succede nel periodo post-parto.
MAMME DA APPENA SEI MESI
I ricercatori hanno analizzato i campioni di saliva di 195 donne che avevano partorito da sei mesi, raccogliendoli in tre fasi diverse: la mattina appena alzate, 30 minuti dopo essersi svegliate e la sera prima di dormire. Le mamme che allattavano al seno e non condividevano il letto con il loro piccolo avevano un decrescente livello di cortisolo nel corso della  giornata, indice di buona salute, soprattutto in termini cardiovascolari e di prevenzione del tumore al seno. Se allattare riduce le tensioni, non cedere alla tentazione del co-sleeping evita alla mamma disturbi nel sonno che si rifletterebbero negativamente sui livelli dell’ormone dello stress.
RACCOMANDATO DALL’OMS
Dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) all’Unicef, sono tante le campagne a favore dell’allattamento naturale al seno, tanto da raccomandarlo nei primi sei mesi di vita e consigliandolo come alimento principale nella dieta del piccolo almeno fino ad un anno. Si può arrivare anche ai due anni e oltre, se la mamma lo desidera e il bambino gradisce. Tanti i vantaggi per entrambi. Per il neonato, ad esempio, si riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti, diminuiscono i rischi di sviluppo delle allergie e migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio e quello intestinale.  E per la mamma? Chi allatta corre meno il rischio dell’osteoporosi, prolunga il periodo di infertilità post parto e aiuta a perdere peso e a recuperare in breve tempo la forma fisica.
ATTENZIONE AL MERCATO NERO
Il ritorno del latte materno, dopo il boom di quello artificiale negli anni passati, ha creato un vero e proprio business virtuale che sta prendendo sempre più piede in America e in Gran Bretagna. Non tutte le mamme possono allattare, così ricorrono all’acquisto del latte di altre donne che lo vendono online grazie anche ai social network. I prezzi variano: per 30 ml di latte si può spendere circa 2 dollari o mentre sui siti inglesi il costo è in media di 1 sterlina. I medici hanno messo in guardia sui rischi che si corrono acquistando questo latte “tirato” dal seno, visto che spesso non ci sono informazioni mediche certe sulle donatrici. Oltre alle norme igieniche, c’è anche il pericolo che le venditrici assumano farmaci o droghe pericolose per i bambini.  In Italia questo fenomeno non sembra aver preso ancora piede e ci si può rivolgere alle banche del latte, come all’AIBLUD, l’Associazione italiana banche del latte umano donato.

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Publicato in: Gravidanza, Post parto Argomenti: Data: 16-11-2012 11:11 AM


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