SOS WEB

Sexting e non solo

di Giovanna Canzi
Internet nasconde un sacco di insidie per i ragazzi. A volte anche traumatiche. Ma si possono evitare.
Lasciare gli adolescenti da soli davanti al computer può essere rischioso, ma non bisogna bloccare l'accesso a Internet.

Lasciare gli adolescenti da soli davanti al computer può essere rischioso, ma non bisogna bloccare l'accesso a Internet.

C’è un giorno in cui anche le cyber-mamme, quelle che da anni praticano il mommy blogging, che fanno rete, che non girano senza smartphone e chiavetta usb, iniziano a tremare. Quando si rendono conto che i loro figli trascorrono buona parte della giornata incollati ai loro cellulari o immersi nello schermo di un computer. Ecco allora che anche queste signore, più avvezze a frequentare la blogosfera rispetto al supermercato (la spesa si fa online), provano un senso di vertigini temendo che i propri ragazzi possano essere inghiottiti da un mondo virtuale in grado di sostituirsi alla realtà.
A RISCHIO L’IDENTITÀ SESSUALE DEL GIOVANE
Una paura del tutto giustificata, visti i dati sempre più preoccupanti. Come quelli resi noti di recente durante la presentazione del congresso nazionale del Sindacato pediatri di famiglia (Simpef), in cui emerge che il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine ricorre al web per fare sesso, vedere sesso o cercare un partner: «Fotografarsi nudi o in pose provocanti e inviare le immagini per mms o email», ha sottolineato Maurizio Bini, sessuologo dell’Ospedale Niguarda di Milano, «è sicuramente rischioso per lo sviluppo dell’identità sessuale del giovane».
NON SOLO SESSO
Ma il dilagare del “sexting” e la pornografia solo alcuni dei pericoli che si nascondono fra le maglie della rete. Come ricorda Giovanna Mascheroni, ricercatrice dell’Università Cattolica e referente italiana del progetto EU Kids Online (finanziato dal Safer Internet Programme della Commissione Europea e coordinato dalla London School of Economics and Political Science, sta conducendo una ricerca in 25 paesi europei, con un campione rappresentativo di oltre 25mila ragazzi di 9-16 anni e un loro genitore): «I rischi e i danni possibili sono molti. Dall’esposizione a contenuti user generated potenzialmente pericolosi come siti che promuovono violenza, anoressia e bulimia (che non sono necessariamente percepiti e vissuti come negativi) al bullismo online che può turbare gravemente la sensibilità dei ragazzi: le disavventure legate al web sono molteplici». E alle quali sono più esposti gli adolescenti italiani perché, come prosegue Giovanna Mascheroni, «a differenza dei colleghi stranieri hanno più spesso accesso a Internet dalla propria cameretta, senza controllo di mamma o papà, e possiedono minori competenze digitali». Così, nonostante alcune mamme si addentrino con nomi fasulli nei social network per scoprire cosa fanno i propri fanciulli, altre si improvvisino hacker in grado di “scassinare” la password del computer, o chiedano apertamente la loro amicizia, la maggior parte dei genitori è poco attenta a questa problematica.
USARE IL BUON SENSO
Ma la soluzione non è proibire ai figli l’accesso al computer poiché, come sottolinea Laura Bissolotti, psicologa, autrice insieme a Mauro Ozenda del libro Sicuri in rete (Hoepli): «Ormai Internet è parte integrante della società, dunque escluderli dalla rete significa renderli incapaci di far parte del mondo. Ciò che, invece, occorre fare è usare il buon senso. Innanzitutto porre dei limiti di tempo da passare online, per esempio due ore al giorno. In seguito sarebbe importante che il computer non fosse nella camera del ragazzo, ma in una zona di passaggio come la sala, dove è possibile controllare la situazione. Infine occorre informare i ragazzi dei pericoli come l’adescamento online e insegnare loro che deridere gli amici sulle bacheche di Facebook è bullismo».
CREARSI UNA “CULTURA DIGITALE”
Ovviamente ogni genitore deve essere in grado di comprendere il mondo e il linguaggio dei propri ragazzi, facendosi una vera e propria “cultura digitale”. Per chi, ad esempio, è all’oscuro dei meccanismi che regolano il più famoso social network dei nostri tempi, c’è l’e-book Facebook per genitori, scritto dal docente universitario Giovanni Boccia Artieri, uscito in digitale per 40K. Una guida ricca di consigli: dall’accettare la presenza dei giovani sui siti di social network, al discutere con loro le motivazioni che li portano ad aprire un profilo su Facebook e le possibili conseguenze. Fino a quello di chiedere, prima di giudicare, se si trovano foto o post poco rassicuranti dei propri figli.

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Publicato in: Adolescenza, Figli Argomenti: , , Data: 01-10-2012 04:03 PM


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