AL MARE

Giochi in spiaggia: costo zero, divertimento mille

di Francesca Negri
Un secchiello e una paletta per sorridere e sperimentare senza sependere un euro. Ecco i consigli di Tata Adriana.
Castelli di sabbia e giochi d'acqua per divertirsi al mare.

Castelli di sabbia e giochi d'acqua per divertirsi al mare.

Lontano dalla solita routine cittadina, i bambini, in spiaggia, riscoprono il contatto con la natura. Il gioco è un’esperienza di meraviglia ed è low cost. Parola d’esperto. Finalmente vacanza. Sole, mare, schizzi e voglia di scatenarsi scorrazzando a piedi nudi sulla sabbia infuocata. Ovviamente i giochi cambiano con l’età del bambino, ma qual è  l’ABC da portare in spiaggia per farlo felice? A consigliarci, un’ex bambina bionda con il surf sotto braccio; una californiana vera che non usciva mai dall’acqua se non per mangiare un boccone. Ora è un volto noto della tivù e con i bambini ha un feeling particolare.
IN SPIAGGIA CON SECCHELLO, PALETTA E PALLA
Adriana Cantisani – la Tata Adriana di SOS TATA – va subito al punto: «Cari mamma e papà, che angoscia vedere i bambini in spiaggia saltare sui gonfiabili: è lo stesso gioco che fanno in città! Portate al mare è una palla, un secchiello e una paletta. Niente di più. Tutto il resto ci pensa la natura a fornirlo». Il divertimento in spiaggia è davvero facile e non costa nulla. Per renderlo ancora più low cost, qualche accessorio creativo può anche essere riciclato: «Il materiale di recupero è sempre un grande alleato della creatività dei bambini».
NUOVE FORMINE CON CONTENITORI DI PLASTICA
Per inventare nuove formine «via libera quindi a contenitori in plastica per alimenti di cui abbiamo perso il coperchio, cartoni del latte, dei biscotti o i tappi, a patto che siano puliti e poi, correttamente smaltiti. Non porterei però troppo da casa o rischiamo di fossilizzarci in un solo tipo di gioco. Il materiale di recupero più fantasioso si trova in spiaggia». Conchiglie, sassi, ramoscelli, la sabbia stessa. Meno c’è a disposizione, più la fantasia vola.
IL BIMBO IMPARA SPERIMENTANDO
«Il bambino impara sperimentando. La meraviglia di fare buche cominciando a scavare con la sabbia asciutta e poi bagnata fino a trovare l’acqua non è sostituibile con nessun racconto. Mettetelo alla prova e lasciatelo libero di fare esperienze. Tutto in spiaggia diventa gioco ed esplorazione». Poi ci sono, immancabili, i giochi classici, gli evergreen. Il must è il castello di sabbia. Potrete collaborare con i bambini a scavare fossati, fare ponticelli e torri vertiginose da agghindare con conchiglie, qualche alga come pennacchio. Una scultura in sabbia, perché no? magari vi riuscirà una forma semplice come quella di una tartaruga, di un pesce o di una sirena, ma sarà il pretesto per inventare una storia da raccontare in riva al mare.
RICONOSCERE E CATALOGARE LE CONCHIGLIE
«La spiaggia fornisce anche l’occasione per imparare a scegliere le conchiglie e a classificarle, raggrupparle per colore, forma o in base alla superficie. Poi la sera si può approfondire l’argomento e andare a vedere cosa sono le conchiglie, chi ci abita dentro. Il gioco diventa un dialogo che stimola ancora la creatività del bambino». E non costa nulla.
Ma attenzione mamme e papà, ammonisce la “tata Adriana”, non perdetevi il percorso mentre cercate il risultato: «Se dopo aver fatto il castello di sabbia il bambino un po’ maldestro col piede tira giù la torre, pazienza. È il lavoro fatto insieme che conta. Pensare insieme a come ricostruire la torre sarà parte del gioco» che in spiaggia  continua, continua e non finisce mai. Parola di tata.

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Publicato in: Educazione, Figli Argomenti: , Data: 11-08-2012 12:31 AM


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