ULTIMI GIORNI

Compiti: che stress per i genitori

di Simona Peverelli
Figli giù di corda per l'inizio della scuola. Madri alla prese con il rientro: che fatica.

Ultimi giorni di vacanza (e di compiti) per i ragazzi, nprima di riprendere la scuola.

Quando tutta la famiglia è in vacanza, fanno puntualmente capolino i compiti estivi, e il dramma domestico ha inizio. Ma quando la famiglia torna dalla vacanza, è ancora peggio. Mancano pochi giorni all’inizio della scuola, gli adulti devono riprendere il ritmo delle giornate lavorative: E i compiti sono ancora lì, (si spera) in parte ancora da fare. A questo punto, ricordiamoci di adottare una strategia diversa per la prossima vacanza. A Natale, prima ancora della prossima estate.
PER LA SCUOLA I COMPITI SONO UTILI
Lo stress si fa sentire prima ancora di partire: sotto i teli da mare e i vestiti dei vostri figli, dovete infilare in valigia anche libri, libretti e pacchi di fotocopie. E quando provate a fare un rapido calcolo, sommando esercizi di inglese, libri da leggere e operazioni di matematica, il risultato è sempre lo stesso: montagne di compiti. Un vero stress, più che per i bambini, per i genitori, che spesso sbagliano atteggiamento. Alcuni di loro vorrebbero addirittura abolire gli odiati esercizi estivi, convinti che i propri figli arriverebbero a settembre più freschi e riposati. Secondo gli insegnanti, invece, l’interruzione dello studio fa perdere le conoscenze acquisite e renderebbe traumatico il ritorno a scuola, soprattutto per gli studenti dei primi tre anni di elementari.
L’ATTEGGIAMENTO COMPLICE DEI GENITORI
«I genitori non devono trasformarsi in carabinieri con il mitra puntato perché i compiti sarebbero percepiti dai bambini come una sorta di punizione», spiega Antonella Costantino, responsabile dell’unità operativa neuropsichiatrica infantile del Policlinico di Milano. Dimenticate quindi il braccio di ferro del tipo “se non fai i compiti, non vai in spiaggia” o, al rientro “se non fai i compiti non esci con gli amici”, perché anche se il concetto è questo, funziona meglio un atteggiamento morbido, a volte persino complice: «Ogni tanto è anche giusto ammettere ai propri figli che i compiti sono una seccatura. Creando una sottile complicità si ottiene un comportamento più collaborativo da parte dei bambini. Ma non bisogna mai dimenticare di sottolineare l’utilità degli esercizi», aggiunge l’esperta. È importante poi che non abbandoniate i vostri figli, ma che li affianchiate con equilibrio: «I genitori non devono mai sostituirsi ai ragazzi anche perché conosciamo i nostri alunni e ci accorgiamo quando il compito è fatto da mamma e papà; è meglio, piuttosto, che segnalino all’insegnante che lo studente ha incontrato una difficoltà, facendo un appunto di fianco all’esercizio. Tutto ciò viene più semplice se noi colleghi ci coordiniamo per non sovraccaricare i ragazzi», ha spiegato Mara Pedaci, maestra delle scuole elementari Quadronno di Milano.
LE REGOLE D’ORO PER I COMPITI. E NON SOLO
E allora, il consiglio numero uno consiste nello stendere una tabella di marcia perché i ragazzi non si riducano all’ultimo momento. Poi lasciate che si organizziano le giornate tra svago e impegno da soli, ma rimanete nel contempo una discreta presenza su cui possano sempre contare. Infine, mai scoraggiarli, anche quando sbagliano, perché si sentirebbero sminuiti e getterebbero la spugna di fronte a ogni nuova sfida, presente e futura.

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Publicato in: Figli, Scuola Argomenti: , Data: 04-09-2012 03:58 PM


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